
[image:9761:r:s=1]Savona. E’ stato il rapporto di fiducia e confidenziale instaurato tra i carabinieri e gli abitanti della zona a consentire l’arresto di due spacciatori di cocaina che avevano la propria base in un appartamento di via Chiabrera, nel quartiere savonese di Legino. Dopo accurante indagini e appostamenti, i militari del reparto operativo del nucleo investigativo del comando provinciale hanno tratto in arresto i due fratelli di nazionalità albanese Artur ed Elian Kolaverj. Il primo, di 29 anni, disoccupato e con precedenti specifici, e il secondo, di 26, muratore e già noto alla giustizia per reati contro la persona, sono stati traditi il via vai di persone sospette nei pressi della loro abitazione.
I residenti di via Chiabrera hanno notato la presenza continua di “brutti ceffi” nei pressi dello stabile ed hanno dato supporto agli investigatori per far emergere quanto stava avvenendo nell’alloggio dei due albanesi. La svolta è arrivata ieri sera, quando i carabinieri hanno seguito a debita distanza i movimenti di Artur Kolaverj. Il ventinovenne è stato visto aggirarsi in strada particolarmente agitato: era sul punto di cedere una partita di droga.
Nel momento opportuno gli uomini dell’Arma sono intervenuti, recuperando un involucro con 30 grammi di cocaina che lo spacciatore nel frattempo aveva gettato via per disfarsene. Immediata è poi scattata la perquisizione domiciliare, ma nell’appartamento non sono state trovate tracce di sostanze illecite. Sono invece stati scoperti circa 14 mila euro in contanti, presumibile frutto degli scambi illegali, alcune bustine e un contenitore in cartone che probabilmente aveva custodito la droga che poco prima stava per essere venduta.
E’ stato invece determinante il sopralluogo nel sottotetto condominiale, visto che la perquisizione si è estesa alle parti comuni dell’intera palazzina. Qui i militari hanno rinvenuto cinque panetti per un totale di 537 grammi di cocaina, ad un primo esame piuttosto pura, per un valore commerciale stimato di 20 mila euro. Secondo quanto emerso dal lavoro investigativo, i due fratelli erano soliti smerciare partite di droga tra i 30 e i 50 grammi alla volta ad altri pusher del circuito savonese.
L’indagine è stata condotta sotto il coordinamento del capitano Francesco Bianco, nuovo comandante del nucleo investigativo savonese, e dal luogotenente Pierluigi Stendardo. Sono in corso ulteriori verifiche sul contro dei due arrestati, ora rinchiusi nel carcere Sant’Agostino con l’accusa di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, e sul giro di clienti che frequentavano la loro dimora. Successivi accertamenti confermeranno se il canale di approvvigionamento della cocaina fosse la tradizionale direttrice del Nord Italia e di Milano in particolare.
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