
[thumb:9747:l]Andora. Il convegno “Patto di stabilità, sicurezza. Novità normative negli enti locali”, svoltosi ieri ad Andora, si è aperto con un lungo applauso in ricordo di Roberto Peluffo, ex sindaco vadese ed assessore provinciale. L’iniziativa ha visto la partecipazione di Franco Floris, sindaco di Andora, Maurizio Delfino, consulente del sottosegretario all’Interno, Giuseppe Pericu, avvocato ed ex sindaco di Genova, e del sottosegretario Michelino Davico.
L’intervento introduttivo è stato tenuto da Franco Floris, primo cittadino andorese, che ha sottolineato le difficoltà riscontate dai comuni italiani nel realizzare il bilancio preventivo per il 2009 nei termini del patto di stabilità, evidenziando inoltre i problemi degli oltre duemila comuni “virtuosi” che si trovano a non poter spendere soldi già destinati alla realizzazione di opere pubbliche
“Com’è noto – ha dichiarato Floris – abbiamo 20 milioni di euro che non possiamo spendere: sono soldi dei cittadini che vanno investiti in servizi a loro dedicati, in un periodo storico di crisi economica profonda. Si parla di rilancio dell’economia, ma il 70% degli investimenti vengono realizzati dagli enti pubblici locali, i comuni in particolare. Liberare le risorse disponibili, attivando lavori pubblici, vuol dire dare lavoro alle imprese che a loro volta creano posti di lavoro e quindi maggiore ricchezza collettiva che rilancia l’economia generale”.
Al sindaco ha risposto il consulente del ministero dell’Interno Delfino, con una spiegazione dettagliata dei limiti entro cui i comuni dovranno operare nella redazione dei bilanci di previsione. “Il titolo primo, riservato alle entrate tributarie, è bloccato perché i comuni non possono aumentare la tassazione, mentre i trasferimenti sono stati ridotti ed i risparmi sui costi della politica non hanno dato risultati sperati. La logica fin qui utilizzata è stata quella di fare prima i tagli ai trasferimenti e poi vedere i risultati”.
“E’ vero – ha concluso Delfino – gli elementi per fare il bilancio ci sono. C’è certamente incertezza sui numeri. Le opportunità del bilancio sono poche, i vincoli molti”. Per quanto riguarda il rimborso dell’Ici prima casa secondo il consulente esiste molta incertezza, considerando che i fondi stanziati si sono rivelati insufficienti.
L’ex sindaco genovese Pericu, indicando tra i problemi attuali l’incompletezza della riforma del Titolo V della Costituzione, ha commentato: “Le parole di Delfino mi hanno riportato all’ansia provata quando ero sindaco di Genova, quando ogni anno, nel cercare di formare il bilancio, ci trovavamo davanti a percorsi chiusi che rendevano difficile l’attuazione dei progetti”.
“E’ necessario – ha continuato Pericu – individuare risorse tali da dare agli enti e agli amministratori una vera assunzione di responsabilità delle funzioni da compiere. L’ente deve avere funzioni precise e responsabilità piena e quindi fondi finanziari certi, per assumersi queste responsabilità davanti ai cittadini”.
L’intervento del sottosegretario Davico ha chiuso la giornata. L’esponente del governo ha assicurato la liquidazione della seconda rata Ici, conseguente all’abolizione dell’imposta, e confermato la volontà dell’esecutivo di realizzare il federalismo e la riforma degli enti locali razionalizzandone l’organizzazione e favorendo la collaborazione fra piccoli comuni.
“Rimborseremo l’Ici – ha annunciato Davico – prendendo come riferimento l’imposta effettivamente incassata dai comuni nel 2006 e non quella accertata come molti comuni hanno dichiarato. I controlli hanno rallentato le operazioni di pagamento. Lo stanziamento a copertura è risultato insufficiente, ma abbiamo trovato ulteriore copertura. Non è possibile effettuare una riforma come quella che vogliamo fare senza realizzare dei tagli”.
Il sottosegretario ha infine criticato l’iniziativa di protesta dell’Anci che ha invitato i comuni italiani a non presentare in consiglio i bilanci preventivi. “L’Anci è irresponsabile – ha tuonato il sottosegretario – sediamoci e parliamo. Negli ultimi anni sono stati fatti dei tagli camuffati ed ora noi dobbiamo porre rimedio”.