Quando la spudoratezza non ha limiti. Gli amministratori di Vada, Quiliano, e Regione con il loro comportamento assai discutibile hanno preparato il terreno affinchè si potesse realizzare l’ autorizzazione alla, ampliamento della centrale a carbone di Vado Ligure.
Mi stupisce assai che gli stessi oggi preannuncino una strenua opposizione ad un progetto che hanno favorito in ogni maniera, anzi direi che provo vergogna per loro; ma so anche che questa vergogna domani si sarà già tramutata in rabbia, e allora spero per loro di non incontrarli sulla mia strada.
Hanno dimostrato ancora una volta che il denaro domina il mondo, lo rende schiavo, sottomette alle sue leggi la salute ed il benessere delle popolazioni, il futuro dei bambini, il diritto di vivere in un mondo dove l’ aria sia respirabile, per gli affari e i guadagni, enormi, di pochi.
Le osservazioni contrarie presentate dai Comuni di Vado e Quiliano erano molto deboli, di facciata, quelle della Regione sembravano un vademecum su come ottenere un parere favorevole riproponendo il progetto presentato purchè si apportassero piccole variazioni del tutto insignificanti, premesso che si concordava sostanzialmente con il progetto dal punto di vista dei dati riportati di sostenibilità ambientale e sanitaria.
Io ho più volte sostenuto pubblicamente che il progetto in questione nascondeva falsità macroscopiche e pericolosissime, che sarebbe stato facile smascherare con un azione più decisa, ma rimasi inascoltato dalle istituzioni, spesso con l’ obiettivo di mettere in dubbio la correttezza dei miei studi e dei dati che dimostavo, come avvenne a Valleggia in occasione di un incontro con la popolazione, in cui un assessore regionale disse di non concordare proprio su quei dati che costituiscono il tallone d’ Achille del progetto oggi approvato, mentre questo signore avrebbe fatto meglio ad ascoltare, approfondire, cercare di capire e farne tesoro.
La giunta comunale di Quiliano, alla mia consulenza, che smascherava le debolezze del progetto, rendendolo veramente impresentabile, preferì una consulenza di tre paginette che tacevano i problemi di fondo. (Chi fosse interessato può rifarsi alla mia consulenza che fu fatta propria dal Sindaco Marengo del Comune di Spotorno, purtroppo estraneo per competenza territoriale ad esprimere giudizi di rilevanza politico-amministrativa ma unico ad avere il coraggio di rivolgersi ad un tecnico indipendente).
Infine gli studi di IST Genova e ARPAL realizzati dalla amministrazione regionale hanno contribuito a diffondere una falsa sensazione di tranquillità sulle condizioni sanitarie ed ambientali della nostra provincia, pretendendo di dimostrare fatti che per la loro natura quegli studi non potevano assolutamente fare.
Una opposizione così morbida al progetto di ampliamento di fatto equivaleva ad un consenso, e oggi, con sommo dispiacere, ne vediamo i risultati. Vergogna!
Dottor Paolo Franceschi,
Medico chirurgo, specialista pneumologo,
Savona
Via libera all’ampliamento della centrale termoelettrica: a carbone! Nel 2008! Abbiamo capito bene nel 2008 e non nell’ Ottocento! Non eravamo dunque cassandre di fronte a coloro che seraficamente ci tranquillizzavano. Appena trapelata la notizia del via libera abbiamo letto le dichiarazioni amareggiate ed i lai ( ce lo aspettavamo) di molti amministratori e di molti politici.
E ci permettiamo di dire che ne abbiamo le scatole piene di personaggi che si stracciano le vesti, che ci ammanniscono il solito trito politichese, i soliti riti che sanno tanto di Sinedrio. Basta! Basta! Basta! Fate qualcosa di concreto perbacco! Altrimenti i lai e gli strepiti sembreranno canovacci già visti, un debole paravento dietro cui nascondersi, magari facendo l’occhiolino dalle fessure.
Basta! Basta! Basta! Invece di abbandonarvi a erudite lamentele (comunque i giornali ne parlano ed il faccione serve specie in prossimità delle elezioni!) fate qualcosa di concreto, porcaccia miseria!.
Noi formuliamo nuovamente con fermezza, ai signori presidenti di regione e provincia, ai signori amministratori locali, solo alcune semplici domande.
1) Perché non hanno preteso in modo fermissimo che la proprietà della centrale ottemperasse alle precise disposizioni previste per la messa in servizio del ciclo combinato, tra le quali ci pare dovesse esserci anche la demolizione di una ciminiera?
2) Perché, nonostante la mancanza di dette ottemperanze, riconosciute dalla stessa Regione Liguria, alcune Amministrazioni locali hanno accettato sponsorizzazioni dalla proprietà della centrale?
3) Perché, nonostante le sollecitazioni venute da più parti (compreso l’Ordine dei Medici) non sono state misurate le polveri PM.2,5 come previsto dal D.M. 60 del 2002 ?
4) Perché si è tollerato o comunque non si sono presi provvedimenti a fronte di centraline di rilevamento guaste da oltre 10 mesi?
5) Perché non si sono date spiegazioni ai cittadini di fronte alla eliminazione, in sede di cosiddetta validazione, di dati di inquinanti rilevati sopra la norma, creando dei buchi nella continuità dei rilievi?
Sono solo alcune delle domande che vorremmo fare, ma temiamo di non avere risposta nemmeno questa volta e allora Basta! Basta! Basta stracciarsi le vesti! Ai nostri amministratori, ai nostri politici diciamo: vogliamo finalmente vedere atti concreti coerenti e allora noi saremo al vostro fianco. In caso contrario, vi chiediamo sommessamente, piantatela con questo strepitio inconcludente che tanto ci ricorda lacrime di coccodrillo (o caimano se preferite)!.
Crediamo che i cittadini in cabina elettorale, comunque sapranno discernere chi si lamenta da chi fa concretamente, sapranno riconoscere dai fatti gli amici del giaguaro (o dei caimani se preferite).
Associazione Uniti per la Salute