Dopo tante attività pubbliche e private volte al fine di migliorare una coscienza collettiva nei confronti del risparmio energetico, la manovra finanziaria con il comma 2 dell’art. 35 del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, recependo un emendamento del governo, ha cancellato l’obbligo del certificato energetico per vendere o affittare immobili, abrogando l’ 13 del decreto ministeriale n.37 del 22 gennaio 2008. Pertanto, anche se in linea teorica l’obbligo di dotarsi del certificato è rimasto, concretamente i proprietari non sono più tenuti a sottoporre a check up energetico le proprie abitazioni e a farsi rilasciare il certificato indicante il consumo di energia di ogni immobile, firmato da un tecnico.
E’ così venuta meno l’unica sanzione che spingeva alla certificazione: ovvero la nullità dei contratti, di vendita o di affitto, stipulati senza il documento. Sembra che tale operazione sia stata determinata nella ricerca di dare nuovo impulso al mercato dell’immobiliare che sta segnando rallentamenti e sofferenza, eliminando uno dei tanti oneri che gravano sul medesimo.
Difficile che i proprietari, senza tale rischio, spendano del denaro per la verifica energetica. Il certificato resta vincolante, in definitiva, solo per i nuovi edifici. Sul lato ambientale potrebbe rivelarsi un freno alle politiche sul risparmio ed efficienza energetica ed in parte vanificando l’opera di quella parte di proprietari e condomini che già aveva già ottemperato o che stava ottemperando.
D’altronde, troppe incombenze sono calate sulla casa negli ultimi anni, alcune giustamente necessarie perché miranti a rendere più sicure le nostre abitazioni, alcune altre frutto di adeguamenti comunitari recepiti in toto , altre ancora spinte da interessi commerciali, ed infine quelle dettate dalle inefficienze del sistema. Tutta una serie di incombenze comportanti oneri aggiuntivi alla spesa delle famiglie, anche di difficile pianificazione, causa la revocabilità e la prorogabilità che sembra sempre permanere sul fronte legislativo al riguardo delle normative che coinvolgono, per l’appunto, la casa e il condominio.
Comunque entro il marzo 2009, stabilito nell’art. 35 del decreto legge n. 112/2008, i Ministeri avranno il compito di individuare il quadro normativo volto a disciplinare il complesso delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici, prevedendo semplificazioni per gli adempimenti per i proprietari e le imprese.
In collaborazione con il Centro Studi Anaci Liguria, a cura di Ivano Rozzi. Invia a redazione@ivg.it le tue domande inerenti la materia condominiale. I quesiti più interessanti saranno trattati con appositi articoli in questa rubrica.