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Lettere

Appello in difesa dell’acqua

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Al Presidente dell’Amministrazione Provinciale, Marco Bertolotto. Il Comitato Territoriale Savonese per il Contratto Mondiale sull’Acqua, insieme ad altre associazioni e comitati liguri, riuniti nel Comitato Ligure Acqua Pubblica, si rivolgono a Lei e alla sua amministrazione, per rivolgere un appello urgente in difesa dell’acqua bene comune, diritto inalienabile di ogni essere vivente.

Gli Enti Locali sono stati in questi anni pesantemente puniti nella loro autonomia economica, finanziaria e decisionale. Le risorse sono state spostate sempre più a livello centrale lasciando i Comuni a dibattersi in gravi difficoltà per riuscire a fornire alle cittadine e ai cittadini i servizi fondamentali.
La fornitura di acqua di qualità ad un costo ragionevole ed accessibile a tutti, è uno di questi servizi, è il bene comune per eccellenza, perché senza acqua non c’è vita.

Quindi l’acqua non è una merce. Su di essa e sulla sua gestione nessuno può trarre profitto. E’ questo uno dei principi fondamentali, anzi il principio fondamentale, per la nostra convivenza civile, solidale e pacifica.

In questa ottica, solo una gestione pubblica, democratica e partecipata può garantire questo diritto.
Ogni idea di privatizzare e liberalizzare i servizi idrici, oltre che essere inefficace, come dimostrano tanti comuni in Europa che stanno ripublicizzando (come la città di Parigi), scardina letteralmente l’idea stessa di democrazia, di comunità, minando alle radici la nostra società costruita in tanti anni e fondata su tre questioni fondamentali: i beni comuni, lo stato sociale, lo stato di diritto.

Nei prossimi mesi, sia il Governo centrale, attraverso un apposito DDL, sia il governo regionale, attraverso la legge di riordino degli ATO, sanciranno la liberalizzazione/privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali, servizi idrici compresi. Lo faranno ovviamente sottraendo ai Comuni gran parte del loro potere di gestione e controllo su tali servizi e delegando a ciò le province e, in seguito, aziende private che su tali servizi ricaveranno ingenti profitti, come dimostra il caso genovese, dove IRIDE S.p.a. (con multinazionali al proprio interno, come Veolia e Impregilo), ha comunicato un dividendo per i propri azionisti di ben 20 milioni di euro nel 2007.

In Italia, come in tante parti del mondo, le lotte in difesa dell’acqua bene comune, si sono in questi anni moltiplicate. Nel nostro paese non esiste territorio che non veda una più o meno accentuata conflittualità su questo tema.

Nello scorso anno, il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, di cui il nostro comitato fa, parte, raccolse in calce ad una legge di iniziativa popolare dal titolo “Principi per la tutela e la gestione delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” 410.000 firme e solo nella nostra provincia furono ben 2.500 le cittadine e i cittadini che firmarono.

Inoltre nello scorso mese di marzo, esattamente il giorno 19, è stata presentata dal suddetto Comitato Ligure Acqua Pubblica, alla Presidenza del Consiglio Regionale della Liguria una proposta di legge regionale basata sugli stessi principi di quella nazionale e sulla quale, a livello di Consiglio Regionale, è calato, nonostante le promesse fatte da tutti i gruppi consiliari in sede di audizione alla presidenza del Consiglio Regionale, il più assoluto silenzio.

Quello che chiediamo a Lei e alla sua amministrazione e di porre in essere atti concreti che blocchino questi processi di privatizzazione e rivendichino all’ente locale il diritto/dovere di gestire in proprio i servizi pubblici locali, ed in particolare il servizio idrico.

L’atto che le chiediamo di mettere in campo da subito è l’avvio immediato delle procedure per la modifica dello Statuto Comunale al fine di: dichiarare l’acqua Bene Comune in base all’autonomia concessa ai Comuni dall’art. 43 del Titolo V della Costituzione, dichiarare che i servizi pubblici locali o, quantomeno il servizio idrico, sono “servizi di interesse generale privi di rilevanza economica”.

Inoltre e se lo riterrà opportuno, chiedere, attraverso gli atti dovuti del caso, al Parlamento Italiano, la discussione della proposta di legge sopra citata e alla Regione Liguria analoga richiesta per quanto riguarda la proposta di legge regionale.

Il Comitato Territoriale Savonese per il Contratto Mondiale sull’Acqua, insieme alle associazioni e comitati liguri riuniti nel Comitato Ligure Acqua Pubblica, sono a sua completa disposizione per incontri, chiarimenti e quant’altro possa esserle utile.

Roberto Melone e Alberto Dressino,
Comitato Territoriale Savonese per il Contratto Mondiale sull’Acqua

Redazione
6 Settembre 2008 alle 11:00
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