
[thumb:7864:l]Cairo M. Il partito Democratico torna sulla vicenda Ferrania e chiede uno sblocco nella trattativa per il futuro dell’azienda cairese, rilanciando i contenuti dell’accordo di programma e le prospettive industriali e occupazionali, a cominciare dal laminatoio.
Lo fa per bocca del suo segretario provinciale, Giovanni Lunardon, che chiede a gran voce una forte presa di posizione della Regione Liguria e un suo pronto intervento: “La Regione ha sempre avuto un ruolo di primo piano nella vicenda Ferrania. Ha riscritto il primo accordo di programma ponendo al centro il rilancio industriale di Ferrania e della Valle Bormida. Da qui il tema del laminatoio, le nuove filiere industriali di Ferrania, la piattaforma tecnologica e i fondi per le PMI. Per questo crediamo che la Regione sia il soggetto più adatto per riprendere la regia di questa vertenza sia nel rapporto con il Governo, sia nel rapporto con gli enti locali, sia nei confronti delle parti sociali, a partire dalla nuova proprietà”.
“Auspichiamo – prosegue Lunardon – che la Regione ed in particolare il Presidente Burlando, sentiti tutti i soggetti coinvolti, promuova nei primi giorni di settembre il tavolo per Ferrania e questo non solo per portare chiarezza in una fase molto confusa di questa vertenza, ma anche per consentire all’Autorità portuale di adottare i necessari provvedimenti circa il bando per costruire in project la nuova banchina per gli acciai”.
E per il Pd, il cuore dell’accordo di programma resta proprio il laminatoio: “Questo è l’elemento che può rappresentare la svolta in questa vertenza e che può portare ad un notevole rafforzamento tanto dell’industria quanto della logistica nella nostra Provincia”.
“Quanto al sito dove collocare il laminatoio – conclude Lunardon -, posto che eventuali alternative al sito di Ferrania vanno concordate con il Comune o i Comuni coinvolti, credo sia sbagliato aprire adesso questa discussione. C’è un accordo che presenta una localizzazione, un preciso cronoprogramma e un soggetto attuatore che ad oggi è la proprietà di Ferrania. Si parta da lì e si chieda alla proprietà di chiarire come intende dare attuazione a quanto previsto dall’accordo di programma”.