
[thumb:1037:l]Confesercenti e Confcommercio danno un giudizio unanime sul calo di presenze nell’estate 2008 e sulla generale crisi del settore turistico italiano e dei comparti dell’indotto.
“La crisi nel settore del turismo c’é e riguarda sì le città d’arte ma soprattutto il turismo stagionale costiero e montano, insomma il turismo di villeggiatura”: questo il parere di Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo-Confesercenti, che spiega: “la crisi preoccupa e disturba le città d’arte, ma mentre qui si fa business per 360 giorni all’anno e gli indici di redditività sono piuttosto alti, per il turismo di villeggiatura rischia di diventare fatale”.
Per Albonetti, al di là dei dati ufficiali, in realtà tutto il comparto del turismo (compresa la ristorazione, i bar, gli alberghi ecc.) ha visto un aumento delle tariffe del 3% contro percentuali molto più alte registrate da altri settori: “la metà degli aumenti dei prezzi è stata assorbita dalla diminuzione degli indici di redditività per il settore turistico e di questo le associazioni dei consumatori devono fare un plauso agli imprenditori del settore”. Infine, la possibile reintroduzione di un ministero per il Turismo piace a Confesercenti, “ma non so come possa coniugarsi con il federalismo, che dà più potere ai territori. Siamo d’accordo sul decentramento ma è anche vero che 20 politiche regionali non fanno una politica nazionale, senza una regia unica siamo mutilati e regaliamo fette di mercato agli altri”.
“Non c’é bisogno di aspettare i dati di agosto per confermare che quest’anno il turismo ha registrato un calo di presenze che sfiorerà il 5% con una perdita di fatturato attorno ai tre miliardi di euro”. Questo il commento di Edi Sommariva, direttore generale di Fipe-Confcommercio, la federazione italiana dei pubblici esercizi, sull’andamento lento delle vacanze degli italiani.
“Dai nostri primi riscontri – continua Sommariva – a consuntivo emerge chiaramente che le nostre previsioni erano più che corrette”. Secondo il direttore generale di Fipe “é necessario e corretto sollecitare un intervento della politica per attuare le misure necessarie per il rilancio del settore, ma non bisogna dimenticare che il turismo oggi vive di territorio, di eventi, di molteplici occasioni di consumo, insomma di un sistema di servizi diversi, diffusi e integrati tra di loro capaci di rendere attrattive le destinazioni turistiche anche quando d’inverno non c’é la neve o d’estate non c’é il sole”.
“Per rilanciare il settore – conclude Sommariva – bisogna inventare un nuovo modello di turismo, fatto di servizi integrati che rappresentano il vero tessuto connettivo del Paese. la valorizzazione delle risorse che rende appetibile un luogo. In un turismo globale si vince se si attirano nuovi stranieri, ma soprattutto se si fa crescere il numero dei turisti nazionali”.