
[thumb:3564:l]Savona. Savona diventa la capitale del Lotto, surclassando persino Napoli, tradizionale patria del gioco più antico del mondo. E’ quanto emerge dai dati forniti dall’Agicos, Agenzia giornalistica concorsi e scommesse, relativi all’anno 2007.
All’ombra della torretta impazza la corsa a giochi e scommesse: i savonesi occupano il primo gradino del podio nella classifica della spesa pro capite più alta al Lotto. Ben 148 euro contro i 146 di Napoli, che si piazza così al secondo posto della graduatoria. La terza posizione è invece ad appannaggio, a pari merito, di Massa Carrara e Latina, con 140 euro ciascuna. Seguono poi Brescia (137 euro), Rimini e Pescara (134 euro), Bergamo (133), Genova e Teramo (131). Bolzano e Potenza, con 57 euro pro capite ciascuna, chiudono invece la classifica.
Di questi e altri dati si parlerà nella prossima edizione del “ProGameShow”, il salone professionale del gioco in programma alla fiera di Bologna dal 18 al 20 settembre. Obiettivo: mappare il gioco nella penisola, per profilare il futuro di quella – sottolinea l’organizzazione – “che è ormai riconosciuta come una passione per tutti gli italiani, dal Nord al Sud del Paese”.
Se si guarda la classifica più generale, sempre secondo Agicos, in testa c’è Milano, con circa 3,5 miliardi di euro puntati lo scorso anno in Lotto, Superenalotto, Bingo, lotterie tradizionali e istantanee, New Slot, giochi a base sportiva ed ippica. Seguono Roma, con 3,4 miliardi, e Napoli, che ha sfiorato i 2,4 miliardi. Il Nord domina, oltre a Milano, con altre sette province nella “top 15” (Torino, Brescia, Bergamo, Pavia, Bologna, Varese e Genova). I fanalini di coda sono Isernia, con circa 61 milioni di euro, Enna (57,6 milioni) e Crotone (57,2 milioni).
Più nello specifico, le New Slot a Milano e Roma hanno raccolto, rispettivamente, 1,7 e 1,2 miliardi di euro. Al Superenalotto molto vicini i dati di Roma (190 milioni di euro) e Milano (180), ma nella pro-capite, terzo posto per Gorizia e quarto per Trieste. Nel Gratta e Vinci prima ancora Roma con 630 milioni di euro. La graduatoria pro-capite è dominata dal Sud: tra le prime dieci province, infatti, ben nove sono del Mezzogiorno, con la sola eccezione di Teramo.