
[thumb:30:l]Albenga. Irregolarità del manto stradale, problemi di viabilità e questioni di igiene pubblica. Riguardano queste circostanze la maggior parte delle segnalazioni raccolte nell’ultimo trimestre dai vigili di quartiere di Albenga. Lo si evince dal resoconto dell’attività svolta dalla polizia di prossimità nel periodo dal 3 giugno al 24 agosto.
Gli operatori hanno effettuato 35 giornate di servizio toccando Leca e Bastia, il centro storico, la zona di Pontelungo, via Dalmazia, Lusingano e San Fedele e le località di San Giorgio, Campochiesa, Salea, Vadino e zona mare. Sono state 150 le segnalazioni fatte dai cittadini. Per 105 di queste si è registrato un risultato positivo, pari al 65% dei casi.
Così spiega il comandante dei vigili Gaetano Noè: “La polizia di prossimità si ispira all’esigenza di avvicinare sempre di più la polizia ai cittadini in un’ottica di collaborazione e prevenzione. La filosofia sottesa a questo modello di sicurezza è il continuo ed immediato adattamento delle procedure operative alle realtà sociali presenti sul territorio, onde garantire al cittadino adeguate forme di comunicazione e collaborazione così da coinvolgerlo nel processo di produzione della sicurezza”.
“Devo inoltre rilevare – aggiunge Noè – che il grado di efficacia e il successo del servizio di polizia di prossimità è soprattutto il frutto di una sinergia positiva del corpo della polizia municipale con le altre forze dell’ordine, per ciò che attiene alla sicurezza e alla criminalità, e con gli uffici comunali per ciò che attiene gli interventi tecnici sul territorio (illuminazione pubblica, ambiente, servizi tecnici, ripristino buche)”.
Il sindaco Antonello Tabbò, soddisfatto per i primi risultati ottenuti, dichiara: “La polizia di prossimità incarna il concetto di una ‘sicurezza partecipata’: un’efficace opera di prevenzione necessita del concorso fattivo di tutti i soggetti pubblici e privati che con il loro intervento possono rendere più efficace il lavoro delle forze di polizia. Questo sistema di prevenzione e controllo può rappresentare il primo passo per la realizzazione della polizia ‘di comunità’, intesa come la reale collaborazione di tutte le istituzioni responsabili di qualche aspetto della sicurezza sociale”.