Savona. Con a bordo, per l’occasione, anche il segretario provinciale Giovanni Lunardon, è approdato ieri nel savonese il pullman del PD che sta in questi giorni portando in giro anche per la Liguria la petizione “Salva l’Italia!”, preludio alla manifestazione nazionale del 25 ottobre. Qualche centinaia le firme che ieri pomeriggio si sono aggiunte alla lista dei sostenitori nelle due tappe di Albenga e Finale Ligure, prima che nella serata il pullman si dirigesse verso Genova, dov’era atteso per oggi.
In provincia di Savona la raccolta delle firme sta comunque ormai andando avanti già da alcune settimane, soprattutto durante le locali feste del partito, con una “positiva accoglienza da parte di militanti e cittadini” e senza che si siano verificate, com’è invece altrove avvenuto, “particolari frizioni da parte di esponenti del PD che ricoprono incarichi istituzionali”, stando a quanto ha dichiarato ad IVG.it il segretario savonese Giovanni Lunardon. “Devo dire che tutti gli amministratori savonesi hanno partecipato e sostenuto questa campagna; non si sono verificate le situazioni di ‘incomprensione’ che ci sono state altrove, diciamo, e di questo ne siamo lieti”.
“La raccolta firme nel savonese sta andando molto bene; noi abbiamo avviato la petizione nelle settimane scorse quando c’è stata la festa democratica a Savona, la nostra festa provinciale. In quell’occasione – prosegue Lunardon – era venuta la Melandri che ha lanciato questa campagna e insieme con lei un po’ di nostri amministratori; c’erano il sindaco di Savona Berruti, i nostri consiglieri regionali Boffa, Miceli e tanti altri. 400/500 firme in quel solo giorno; poi abbiamo continuato a raccoglierle in tutte le feste democratiche della provincia di Savona e adesso il pullman democratico di ‘Salva l’Italia!’ sta circolando per tutta la Liguria; martedì era nello spezzino, ieri mattina ad Imperia e nel pomeriggio nel savonese con due tappe, una ad Albenga e l’altra a Finale. Quindi abbiamo privilegiato il Ponente”.
Una scelta evidentemente anche simbolica, visto che il Ponente è proprio la parte del territorio savonese in cui il PD alle ultime elezioni politiche si è confermato essere più debole e in difficoltà di consensi; compresa Albenga, la seconda città della provincia, la quale, pur amministrata da una coalizione di centro sinistra con predominanza del PD, alla Camera ha conquistato poco oltre il 26% dei consensi e non molto di più al Senato, risultati ben lontani dal 41 e 42 % di Savona.
“Solo ad Albenga – replica ad IVG.it Lunardon spiegando anche il senso della petizione – in un’ora abbiamo raccolto quasi 200 firme, quindi siamo soddisfatti e continueremo a raccoglierle per costruire una grande mobilitazione popolare in vista della manifestazione del 25 di ottobre di reazione al governo Berlusconi”; “i due grandi temi sono la nostra opposizione alle leggi ‘ad personam’ ma soprattutto la nostra opposizione ai provvedimenti sociali del governo Berlusconi. Sul grande problema che sta emergendo, quello del costo della vita – conclude su questo punto il segretario savonese del PD -, il governo non fa nulla da questo punto di vista e la manifestazione del 25 vuole essere l’agenda politica del Partito Democratico per l’Italia; questo è il senso della campagna ‘Salva l’Italia!'”.
Una campagna che in ogni caso qualche problema all’interno del partito ha pur provocato a livello territoriale in varie parti d’Italia, com’è noto; se questo non è avvenuto nel savonese, in provincia il PD ha in parte però ancora aperta la questione degli “autosospesi” dopo l’affaire Bertolotto provenienti dall’area ex Margherita, come il sindaco d’Albenga Antonello Tabbò o gli assessori provinciali Carlo Scrivano ed Enrico Paliotto.
Ma su questo Lunardon, che anche all’ultimo direttivo del partito aveva parlato qualche settimana fa di una legittima “pausa di riflessione”, continua a mantenersi diplomatico: “La verità è che sulle posizioni personali dovrebbe chiedere ai diretti interessati; comunque – precisa ad IVG.it il segretario provinciale del PD -, molti di questi volevano segnalare un disagio, ma con la volontà di dare un contributo costruttivo al partito, tra questi certamente Antonello Tabbò che non ha mai fatto mancare il suo sostegno attivo al partito anche nei momenti più difficili. Tant’è che ad Albenga era presente a sostenere la campagna e a mettere la sua firma insieme al vice sindaco Franco Vazio e a diversi amministratori comunali; né Tabbò ha mai fatto mancare la sua presenza a tutte le riunioni pubbliche e non solo pubbliche del Partito Democratico. Insomma, mi pare che il suo sostegno ci sia sempre stato. Per gli altri, bisogna chiederlo a loro, ripeto”.
“Per quanto mi riguarda – ribadisce Lunardon su questo punto il suo pensiero – quella vicenda si è conclusa con il percorso che è stato stabilito all’assemblea provinciale, che è molto chiaro, ma si è concluso soprattutto con il nuovo assetto di segreteria che riflette, diciamo, il pluralismo del Partito Democratico: mi pare che questa cosa sia stata apprezzata largamente all’interno del partito, quindi andiamo avanti sapendo che il PD è un partito plurale, con tante esperienze politiche e tutte queste devono avere cittadinanza”.
A settembre verrà nuovamente convocata l’assemblea provinciale per discutere le candidature e avviare l’iter in vista delle provinciali del 2009; il Pd dovrà tuttavia fare i conti, nel suo “pluralismo”, con quanti in vista di possibili coalizioni guardano più a destra che a sinistra e viceversa.
“Il Partito Democratico – replica Lunardon – un po’ dappertutto ha fatto una scelta di fondo sulla coalizione, che non è quella di negare il valore della coalizione, perché le alleanze si faranno alle prossime elezioni amministrative, non c’è dubbio, ma è quella di privilegiare il programma all’ampiezza della coalizione, per cui noi ci presenteremo alle altre forze politiche sulla base di alcune chiare linee programmatiche e sull’adesione rispetto a quelle definiremo l’ampiezza della coalizione guardando sia alla nostra sinistra che al centro. La discriminante saranno i contenuti politici e programmatici”.
E forse anche i canditati a presidente, a partire dalla sua, per così dire, provenienza geografica, dal momento pressioni interne al partito democratico in questo senso non mancano, a partire dal Ponente e dalla Val Bormida, le più evidenti: “Questa è una provincia articolata, l’assemblea deciderà; non sono un organo monocratico – ironizza Lunardon eludendo la domanda – È una questione ancora aperta ma sono fiducioso – prosegue tuttavia – sulle elezioni provinciali e penso che metteremo in campo un forte candidato, una forte coalizione e un programma di governo credibile perché omogeneo e compatto e molti candidati autorevoli nei collegi provinciali. Penso che il PD – conclude il coordinatore provinciale – darà una spinta importante e penso che ci siano le condizioni per giocarci fino in fondo la partita e vincerla”.