A partire dalla totale inaccettabilità delle norme contenute nel decreto legge 112 del 25 giugno, la scuola valbormidese sarà costretta alla mobilitazione già prima di settembre, come già tutto il pubblico impiego.
Si pensi agli “arresti domiciliari”per i malati, che sarebbero costretti in casa dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 20,con “l’ora d’aria” dopo pranzo. Alle decurtazioni per i primi giorni di malattia. Ai tagli previsti in tre anni per la scuola (130.000 tra docenti ed ATA). All’aumento degli alunni per classe. Alla sparizione del tempo pieno.
Insomma, la mobilitazione parte già con il sit-in a Roma da parte della Rete docenti precari il 23 luglio e prosegue con vaste azioni giudiziarie, culminando nello sciopero generale di tutto il sindacalismo di base il
prossimo 17 ottobre.
Un autunno caldo? No, bollente per il governo.
Franco Xibilia,
Esecutivo Cobas Scuola Savona