Siamo ormai giunti alla convinzione che i picchi tumorali che riscontriamo in Valbormida siano conseguenza delle polveri sottili derivate da combustione industriale di idrocarburi. A questo punto, lanciamo una proposta precisa agli Enti Locali.
Visto che la Provincia non misura le nanopolveri (pm 2.5) nell’aria valbormidese, i Comuni si consorzino e commissionino al Politecnico di Torino, che ha le tecnologie, un misuratore di polveri sottili per la
Valbormida, pagandolo in quote proporzionali agli abitanti.
E’ ormai l’ora di attrezzarsi e di procedere ad una seria misurazione dell’inquinamento e delle sue conseguenze sulla mortalità e sulla salute di tutti noi. Non dobbiamo ritenere che ammalarsi e morire di cancro sia il frutto del destino ineluttabile,non dobbiamo aspettare di contare i morti e i malati, dobbiamo attrezzarci e organizzarci con consapevolezza e determinazione, senza atteggiamenti fatalistici e passivi.
Non diamo retta alle sirene degli affaristi, ma seguiamo le nostre esigenze e le nostre umane necessità, non smerciabili al capitale.
Franco Xibilia
Confederazione Cobas Valbormida