Regione. Domani, venerdì 11 luglio, si terrà la prima conferenza regionale sui consultori familiari per la rivisitazione “parziale” del ruolo dei consultori nel nuovo contesto sociale e sanitario. Alla conferenza ligure programmata presso il teatro della Gioventù di Genova, la Regione Liguria, nella persona del presidente, Claudio Burlando e dell’assessore alla Salute, Claudio Montaldo, non ha convocato gli operatori dei Centri di aiuto alla vita liguri.
“L’esperienza dei nove Centri di aiuto alla vita non dovrebbe essere trascurata dalle Istituzioni della Regione Liguria” dichiara Eraldo Ciangherotti di Federvita Liguria Genova, “ma considerata prezioso strumento per intervenire nella “tutela sociale della maternità”, perché dimostra da oltre trent’anni che, pur nel rispetto della libertà e della autodeterminazione della donna, la prevenzione dell’aborto si porta a buon fine semplicemente quando ci si fa carico della donna gravida e del bambino non ancora nato nella loro globalità, quando viene tranquillamente riconosciuta la presenza dell’embrione – feto, quando la donna gravida non è considerata un numero in attesa di un certificato di interruzione di gravidanza e tanto meno un paziente che ha sbagliato ad usare i contraccettivi, ma una persona con pari dignità rispetto al bambino non ancora nato.”
“La relazione” conclude, “tra l’assessorato alla Sanità della Regione Liguria, i consultori pubblici e i Centri di Aiuto alla Vita liguri dovrebbe essere preferenziale, per operare in merito alla tutela sociale della maternità.”