
[thumb:7885:l]Vado Ligure. Alle 21 di questa sera, lunedì 7 luglio, alla bocciofila di Vado, dibattito pubblico su piattafoma Maersk e riqualificazione urbana. L’iniziativa è organizzata dal Partito Democratico, che parteciperà con diversi esponenti di spicco: il presidente della Regione, Claudio Burlando; l’assessore regionale all’urbanistica, Carlo Ruggeri; i parlamentari Massimo Zunino, Mario Tullo e Roberta Pinotti; il capogruppo Pd in Regione, Michele Boffa. A fare gli onori di casa il sindaco Carlo Giacobbe.
La generale posizione del Pd sul controverso progetto è nota, esplicitamente riassunta anche nel documento di “orientamento politico” approvato il 6 dicembre 2007 dal partito in assemblea provinciale: “La realizzazione della piattaforma di Vado rappresenta non solo un’opera di interesse nazionale, ma un fondamentale elemento di crescita del sistema locale, dell’economia vadese e provinciale, oltre che un rafforzamento del sistema portuale ligure e dell’Alto Tirreno. Una grande occasione per rendere più forti i nostri territori, più competitiva la nostra economia, più sicura e stabile l’occupazione”. Punti qualificanti questi, in gran parte contestati dall’attivo e sfaccettato fronte del “no” che ha tra l’altro ricevuto nei giorni scorsi anche l’appoggio “indiretto” di Legambiente.
L’inaspettato esito sfavorevole della consultazione di gennaio non ha dato vita a un gran dibattito interno al Partito Democratico, rimasto sostanzialmente sulle sue precedenti posizioni con in più però il problema di dover conquistare un maggiore consenso nei confronti del progetto che evidentemente, in particolare tra i vadesi, non pare esserci nonostante l’appoggio delle locali categorie economiche. “Riprendere il filo dell’iniziativa sul tema dello sviluppo portuale e della logistica dopo l’esito della consultazione vadese con un duplice intento: rispondere alle preoccupazioni emerse nella consultazione; evitare di far cadere un progetto strategico per Vado così come per tutto il territorio provinciale”. Queste, dunque, le nuove parole d’ordine del partito. Così si è espresso all’unanimità il coordinamento provinciale del Pd lo scorso 30 gennaio.
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