Alassio. “Anche in Liguria si sta cercando di alzare un polverone intorno al pacchetto sicurezza che il ministro Roberto Maroni ha approntato. In particolare si ci accanisce, strumentalmente, sulla norma che prevede il rilievo delle impronte digitali ai nomadi, sulla loro “schedatura”. La sezione di Alassio della Lega Nord, esprime così la sua concordanza con le iniziative del ministro e lo invita a proseguire sulla linea intrapresa.
L’ex senatore Roberto Avogadro sottolinea: “Forse che gli italiani non sono schedati, non hanno un documento di identità, una patente, un passaporto, un codice fiscale, delle targhe automobilistiche che in ogni momento stanno a dimostrare l’identità di ognuno di noi? Perché non dovrebbe essere lo stesso per i nomadi o gli immigrati che su questa impossibilità di essere riconosciuti con certezza fondano molto della loro certezza di impunibilità? Ci sono individui che assommano decine di identità diverse, altri che non risultano per nulla. E’ ora di fare chiarezza, di dare strumenti alle forze dell’ordine per poter fare il loro mestiere. Ben vengano i rilevamenti di impronte digitali. D’altra parte penso che se ad un italiano, che non abbia nulla da nascondere, al momento di fare un documento di identità, oltre alla foto venissero chieste anche le impronte digitali, non ci sarebbe nulla di scandaloso”.