Regione. L’accordo siglato tra l’assessorato regionale allo Sviluppo economico e le parti economiche e sociali della Liguria sulla condivisione degli indirizzi di destinazione delle risorse del POR (programma operativo regionale) è stato presentato questa mattina. Cinquecentotrenta milioni di euro tra risorse comunitarie derivanti dal Fesr, il fondo europeo di sviluppo regionale (168.145.488 milioni), nazionali (328.043.877 milioni) e regionali (34.046.000 milioni) da dedicare a 4 assi prioritari: innovazione e competitività, energia, sviluppo urbano e valorizzazione delle risorse naturali e culturali.
“Il protocollo firmato oggi” ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Renzo Guccinelli, “è molto importante nel merito e nel metodo. Conferma infatti la strada intrapresa fin dall’inizio dalla Giunta che vede nella concertazione tra le parti sociali e le categorie economiche lo strumento fondamentale per riuscire a portare a casa risultati concreti, condivisi, nell’interesse di tutti. E porta avanti la linea dell’innovazione, della ricerca e della crescita della quantità e della qualità dell’occupazione”.
L’intesa di oggi ha individuato sette settori principali su cui investire le risorse: ricerca e innovazione, sviluppo dei distretti tecnologici, dei poli tecnologici e delle piattaforme, sostegno alla creazione d’impresa, soprattutto giovanile e femminile, sostegno al parternariato pubblico-privato per favorire investimenti sul territorio, valutazione degli impatti occupazionali degli interventi, favorire l’accesso al credito delle imprese e i processi di aggregazione per rafforzare il tessuto imprenditoriale e supporto alla promozione commerciale e alla internazionalizzazione delle imprese. “Non si partirà più” ha ribadito l’assessore Guccinelli, “solo dagli aiuti alle singole imprese, ma da un progetto intorno a cui creare terreno fertile di crescita e sviluppo”.
Dall’incontro di oggi è inoltre emersa la condivisione da parte delle categorie economiche della Liguria delle leggi attuate in questi anni dalla Giunta regionale. A cominciare dalla legge sulla ricerca, dalla riforma della legge sui distretti industriali, da quella sull’internazionalizzazione, il testo unico sul commercio, la modifica degli incentivi allo stesso settore, e la legge sul commercio equo e solidale.