Nelle carceri italiane i detenuti sono 54.605, i posti letto 42.890: in totale sono 11.715 le persone in più rispetto ai posti letto regolamentari. In tutto i detenuti sono 54.605, i posti letto 42.890. A fine 2007 i detenuti erano 48.693: in sei mesi sono cresciuti di quasi 6 mila unità, con una media di mille detenuti in più al mese.
E’ quanto emerge dal V Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia “In galera!”, presentato oggi a Roma dall’associazione Antigone. Il rapporto rileva alcune situazioni di particolare affollamento a livello regionale: in Emilia Romagna le presenze ammontano a 3.857 mentre la capienza è di 2.270 (il sovraffollamento è del 170%), in Lombardia ci sono 8.231 detenuti per 5.382 posti letto (sovraffollamento pari al 152%). In Abruzzo, Sardegna e Umbria vi sono invece meno detenuti rispetto alla capienza regolamentare. Le donne detenute sono in tutto 2.385 pari al 4,3% del totale: 68 sono le detenute madri e 70 i bambini di età inferiore ai tre anni reclusi con le mamme; 23 le donne in gravidanza. Gli stranieri sono 20.458 (37,4%).
I detenuti nelle carceri italiane in attesa di condanna definitiva corrispondono al 55,32% della popolazione detenuta: più del doppio della media europea, che non arriva al 25%. Il 29,5% dei reati ascritti alla popolazione detenuta, rileva il rapporto dell’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale, consiste in delitti contro il patrimonio; il 16,5% in reati contro la persona; il 15,2% in violazioni della legge Fini-Giovanardi sulle droghe; il 3,2% in crimini di associazione a delinquere di stampo mafioso. Gli ergastolani sono 1.357, mentre i detenuti che devono scontare una pena residua inferiore ai tre anni sono 10.800. Oltre 10 mila anche i casi seguiti in misura alternativa.
Negli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), in cui sono recluse 1.348 persone, di cui 98 donne, le condizioni di vita sono troppo dure, diversi i casi di detenzione ingiustificata, eccessivo uso di letti di contenzione, strutture in alcuni casi sovraffollate e sporche, un internato su sei ha conosciuto l’esperienza della coercizione.
In tutti gli ospedali psichiatrici giudiziari italiani sono presenti una o più sale di coercizione, con letti con cinghie di cuoio e in alcuni casi un buco al centro per i bisogni fisici. Il dato è preoccupante in sé, spiega Antigone, perché la pratica della coercizione è di per sé violenta, e non mancano casi di internati costretti al letto di coercizione sino a 14 giorni di seguito. Un’esperienza che secondo i dati parziali raccolti (non si dispone dei dati relativi agli Opg di Napoli e Aversa (Napoli)), ha riguardato 195 soggetti: 84 a Reggio Emilia, 47 a Castiglione delle Stiviere (Mantova), 32 a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) e a Montelupo Fiorentino (Firenze). Sul totale degli internati il 65,1% ha commesso un reato contro la persona, il 15,4% contro il patrimonio, il 4,9% contro la libertà sessuale.