Si sta per svolgere la manifestazione commemorativa del pittore Eso Peluzzi, che aveva scelto il Santuario (come molti artisti) quale luogo per svolgere la sua attività. Non vogliamo qui scendere sul perché della scelta degli artisti che evidentemente ha a che fare con la bellezza, la tranquillità del borgo, la serenità che sa trasmettere e la varietà e il numero di fonti di ispirazione.
Vogliamo invece porre all’attenzione le “brillanti scelte” fatte dagli enti organizzatori per la commemorazione. Partiamo dalla scelta di far fare un allestimento luci del quale non si sa come al solito l’entità di spesa, ma che fatte le debite proporzioni con quello fatto a Natale per le vie del centro, evidentemente deve essere costato una cifra con la quale avremmo potuto fare qualche interessante lavoro di recupero del borgo o altri lavori di manutenzione che sono sempre necessari.
Perché ce l’abbiamo con l’allestimento luci? Beh, da un lato per gusti personali, ma soprattutto perché non ci va particolarmente a genio chi snobba le risorse locali, ma è disposto a pagare oro ciò che “viene da Milano” e per il solo fatto che da lì viene se lo prende osannadolo bello o brutto che sia… tanto se a noi “selvatici” non piace è solo perchè siamo provinciali non in grado di capirlo, vero?
Ma a parte i gusti per i quali non avremmo scritto questa lettera, l’allestimento luci prevede che ci sia una cosa fondamentale per essere visto: il buio. Ragion per cui lo spettacolo non può inziare prima delle 22,30.
Dov’è il problema? Siamo in estate, è sabato sera!
Sì, ma siamo esattamente davanti ad una casa di riposo/istituto di riabilitazione, sotto le finestre dei malati. Chi ha fatto tale scelta e si giustifica obiettando che la musica piace a tutti e fa bene alla salute, si prenoti pure già da ora la banda sotto casa per le notti di quando avrà ottant’anni.
Con questo criterio i prossimi fuochi d’artificio potrebbero essere allestiti sul piazzale dell’Ospedale San Paolo a Valloria, avere luogo alle 23,30 e essere accompagnati dalla nona sinfonia di Beethoven in filodiffusione a pieno volume per tutto l’ospedale per allietare i pazienti…
Ma non è finita, per “agevolare i cittadini che vorranno assistere allo spettacolo”, il Comune ha disposto il divieto di sosta su entrambe le piazze, ossia lato chiesa, ma anche sul lato opposto, dove di solito residenti e turisti parcheggiano i propri mezzi.
La giustificazione scritta sui cartelli di diveto? Spazio riservato al parcheggio delle autorità… Se qualcuno avesse ancora dubbi sull’esistenza della “casta”, questo dovrebbe toglierglieli. Le autorità cittadine vere non hanno bisogno di circa 50/60 posti macchina, sono sì e non una decina (prefetto, questore, sindaco, comandante di carabinieri ecc.), ma evidentemente sono stati previsti anche gli “assessori in bellavista”, gli amici degli amici, i raccomandati ecc., insomma le solite clientele.
Certo bisogna capirli: da quando è venuto il Papa, ci si diverte a fare le “mobilitazioni”, togliere parcheggi, vietare soste, spostare macchine e uomini in quantità, liberare spazi: le “grandi manovre” sono sempre piaciute agli estabilshment: sia Mussolini che Hitler che Stalin le adoravano… “avanti coi carri!!”.
Bisogna anche capire che non siamo nei paesi del nord europa in cui re, premier e autorità (quelle autorevoli) con modestia e umiltà si muovono in bicicletta: da noi hanno il jet personale e prendono l’elicottero anche per andare in bagno! Qui in Italia il sindaco di un borgo di 10.000 anime pensa di aver ricevuto l’investitura da Dio, figuriamoci nelle città più grandi!
Certo è che l’amarezza per tutto ciò è grande: è stata persa una bellissima occasione per dimostrare umiltà, vicinanza e rispetto per i cittadini, modestia. Fare 150 metri a piedi dopo aver parcheggiato sul campo sportivo consente a chi non viene mai a Santuario (le autorità appunto) di ammirare le bellezze del paese, di respirare una boccata d’aria piena degli splendidi profumi dell’estate.
Se lo spettacolo fosse a pagamento non pagherebbero, hanno già le prime file riservate gratuitamente “per legge”, cosa gli costerà mai dimostrare un po’ sensibilità nei confronti dei savonesi tutti, guadagnando qualche punto di autorevolezza… probabilmente non è che gli costa: è che non gli interessa.
Ahinoi, è di poca consolazione sapere che questo menefreghismo e arroganza è cosa che lega tutte le parti politiche: qui non è questione di partito, ma di intelligenza, sensibilità, attenzione e rispetto. Il messaggio a lettere cubitali inviato agli abitanti del Santuario ed ai savonesi che hanno voluto leggerlo, è stato il seguente: “Abbiamo deciso di organizzarci una bella festa per commemorare un vostro concittadino. Siccome ci siamo organizzati un bello spettacolino di luci, musiche ecc, vedete, per quella giornata, d starvene in casa o nel vostro letto di ospedale senza infastidirci, tanto le elezioni sono ancora lontane. Ci sarà modo e momento in altra occasione per considerarvi per quanto ci possa essere utile. Prego.”
Siamo davvero spiacenti che la casta locale abbia perso un’altra occasione per fare almeno una bella figura, ma siamo tristemente lieti che si sia rivelata per l’ennesima volta quale è, confermando le impressioni di molti savonesi.
Siamo selvatici, e non per altro risiediamo in periferia: è evidente che abbiamo più cose in comune con i cinghiali da cui siamo circondati che con gli altri esseri umani e allora, cari amministratori e autorità vi chiediamo una cosa sola: da adesso lasciateci di nuovo stare, dimenticatevi di noi come avete fatto negli anni precedenti. Abbiamo visto che la vostra “cura” è peggio della malattia…
Con doveroso ossequio e plebea riverenza
Un nutrito gruppo di santuariesi