Savona. Da domani, sabato 21 giugno, fino al 3 settembre, Emilio Scanavino (1922 – 1986) sarà il protagonista di una grande mostra al Priamàr, al Palazzo della Sibilla, dal titolo “il muro ritrovato”. L’evento, come è già successo per Arnaldo Pomodoro nel 2007, è frutto di una importante sinergia tra il Comune di Savona e la galleria Conarte di Giancarlo Bruzzone. Il titolo prende le mosse da un’opera eccezionale, ritrovata e salvata da Bruzzone e esposta per la prima volta dal suo contesto originale. L’opera misura 4 metri per 3, ed è stata realizzata dall’artista nel 1956 in acrilico su tela.
Il muro, staccato da una parete della reception dell’Hotel Saraceno di Varigotti ( Finale Ligure ) e riportato su tela, successivamente montato su un telaio in legno, è stato salvato da una sicura demolizione per lavori di ristrutturazione dell’Hotel Saraceno. Il “muro” è stato restaurato a Milano da Ida Ravenna e Paola Zanolini ( Centro di Restauri ), sotto la supervisione dell’Archivio Scanavino, nelle figure di Giorgina Graglia Scanavino, del Prof. Luca Massimo Barbero ( Associate Curator alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia ) e della Prof.ssa Francesca Pola ( Storica e Critica d’Arte Contemporanea ). Per gli appassionati di arte contemporanea è davvero un’occasione unica per apprezzare un’opera di altissimo livello e di grande rarità.
Afferma l’assessore alla Cultura Ferdinando Molteni: “Esattamente quarant’anni fa, mentre l’Italia era percorsa dai fuochi della protesta studentesca, Emilio Scanavino trasferiva il suo studio in un paesino dell’entroterra finalese, Calice. Intorno a lui, per un periodo breve e fecondo, si sviluppò una vera e propria colonia di artisti che trasformarono quel borgo, sonnacchioso e un po’ sospettoso, in uno dei più creativi centri d’arte dei primi anni Settanta.”
“Celebrare Scanavino proprio nel quarantennale di quell’avvenimento mi pare significativo. La sua arte, accessibile e difficilissima al tempo stesso, merita tutta la nostra attenzione. Il patrimonio di cultura generato dal grande artista nato a Genova è un bene collettivo, paragonabile all’eredità lasciata dai maggiori artisti europei che frequentarono le Albisole dagli anni Cinquanta in poi. Amo Scanavino. L’ho sempre amato. E lo ricordo con rimpianto.” Conclude Molteni: “Uomini come lui, ricchi di talento e capaci di spingere gli altri alla sperimentazione, sono merce sempre più rara. Ricordarlo è un dovere e uno stimolo. Soprattutto oggi.”
Insieme verranno esposte altre nove importanti opere di Emilio Scanavino: Fluorescenza, Presenza, Sindone, Bis in idem (Lo specchio), Struttura, Al limite della conoscenza, Annunzio N. 2, Residuo, Immagini. La mostra continua in contemporanea nella Galleria d’arte ConArte, in via Brignoni 26r a Savona, con opere di Emilio Scanavino (tele, sculture, ceramiche, gioielli…).
Ci piace chiudere con questa frase di Scanavino, che dà in sostanza una bella definizione dell’arte e del suo significato. “Quando dipingo, racconto l’anima dell’uomo e il quadro è l’uomo stesso. Il quadro è come una specie di ribaltamento, è come aprire il tuo corpo e proiettare la tua anima fuori.”