
[thumb:3726:l]Savona. Per il settimo anno consecutivo la Darsena Vecchia, porto turistico della città di Savona, ha conquistato la bandiera blu assegnata dalla Foundation Enviromental Education (Fee Italia). Il riconoscimento è consegnato a partire dal 1987 agli approdi e alle località turistiche che rispettano criteri relativi alla qualità e alla gestione ambientale ai fini della sostenibilità del turismo.
L’importante traguardo è stato raggiunto grazie ad una seria politica di tutela ambientale messa in atto dal porto di Savona, attento al ruolo di salvaguardia dell’ambiente naturale del proprio territorio, della salute e della sicurezza dei cittadini, ed in particolare, degli utenti e degli operatori del porto
Per questo le attività si sono concentrate su un monitoraggio costante degli specchi acquei al fine di garantirne le qualità e la pulizia; sull’educazione e la sensibilizzazione degli utenti e degli operatori, anche attraverso corsi e lezioni ambientali, favorendo così la condivisione e l’orientamento sui requisiti ambientali formalizzati nel Codice di Condotta Ambientale. A queste si aggiunge la messa a disposizione a tutti gli utenti della mappa dell’approdo con l’indicazione chiara e completa di tutti i servizi; l’utilizzo delle migliori tecnologie ambientali attinenti le varie attività che si svolgono all’interno del porto turistico e l’offerta di infrastrutture e servizi relativi. Azioni queste che hanno portato all’ottenimento della bandiera blu. In particolare, per quanto riguarda i rifiuti, la Vecchia Darsena, ma in generale il porto di Savona – Vado ha messo a disposizione un’area completamente attrezzata per la raccolta di tutte le tipologie di rifiuti che è necessario gestire e smaltire sia per la piccola barca da diporto sia per la grande nave da crociera.
Sempre nell’ottica della salvaguardia ambientale, Savona è stato il primo tra i porti in Italia a sperimentare i generatori eolici ad asse verticale. In collaborazione con la ditta Ropatec di Bolzano e la S.V. Port Service, sono state verificate le potenzialità di alcune tipologie di impianti e i dati ricavati hanno permesso di arrivare alla nuova forma in grado di produrre 5 kW a 24 nodi di vento. Quest’ultimo tipo di rotore, attualmente montato sul tetto di uno degli edifici portuali più alti, potrebbe essere una soluzione economicamente sostenibile per produrre energia a bassissimo impatto ambientale. Esso infatti non ha bisogno di manutenzione ed è particolarmente silenzioso. In futuro si potranno inserire una serie di questi rotori sui moli sopraflutti dei porti sfruttandone i venti particolarmente intensi.
L’autorità portuale è inoltre impegnata sul fronte dell’aumento della sicurezza delle operazioni portuali effettuate in ore notturne e della produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono state valutate nuove soluzioni tecnologiche che a fronte di un deciso aumento dell’illuminazione consentono la diminuzione l’inquinamento luminoso anche rispetto alla situazione attuale con un risparmio fino al 50% dell’energia elettrica normalmente necessaria. In futuro si potrà parlare di produzione di energia elettrica, di calore e di freddo da oli vegetali, presenti in grande quantità nel porto di Savona nei magazzini Monfer e Depositi Costieri, con la particolarità di poter utilizzare anche l’olio vegetale esausto, cioè già usato per cucinare, proveniente dalle grandi navi passeggeri; la quantità di tale prodotto è dell’ordine di 250 tonnellate all’anno per un potenziale di 650 mila kWh, sufficiente a far funzionare tutto il porto per 2 mesi.