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Politica

A luglio la “Festademocratica” provinciale del Pd

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A luglio la “Festademocratica” provinciale del Pd
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[thumb:6380:l]Savona. Con l’estate, anche Savona si prepara alle tradizionali feste di partito; dal 3 al 13 luglio sul Prolungamento a mare si svolgerà la prima “Festademocratica” della federazione provinciale del PD. Il Partito Democratico rimane, per molti dei suoi aderenti, ancora alla ricerca di una propria vera identità e se la relazione di Veltroni all’ultima assemblea nazionale di qualche giorno fa abbia sciolto o no anche questo nodo, resta tema di dibattito tra i militanti del PD.

Sulla solidità del partito nel territorio savonese, “il contrario della fusione a freddo” ma frutto di una grande partecipazione a “un progetto politico innovativo a cui hanno partecipato moltissimi, donne e uomini, giovani e meno giovani, privi di qualunque esperienza politica, insieme con tanti altri che hanno condiviso il percorso dei due partiti cofondatori”, cioè DS e Margherita, nonostante la fuoriuscita dell’attuale presidente Marco Bertolotto e le acute polemiche che si sono susseguite di giorno in giorno nelle successive settimane, sembra del tutto convinto il segretario provinciale Giovanni Lunardon: “Un nuovo partito a tutti gli effetti – si legge nella lettera-manifesto da lui scritta a presentazione della prima ‘Festademocratica’ -, che si è formato in otto mesi, si è forgiato in una dura campagna elettorale, che è riuscito a costruire una articolata rete organizzativa e che ora ha una sua festa, la festa di tutti i democratici”. La simbolica inaugurazione, insomma, di una nuova tradizione politica, sebbene anche nei volantini e nei manifesti, traccia della vecchia Festa dell’Unità rimanga visibile.

“‘Festademocratica’ è il punto di arrivo di un percorso che viene da lontano e che ha visto nella lunga stagione delle Feste de L’Unità un momento importante nella vita, non solo politica, del Savonese – spiega il segretario provinciale del PD Giovanni Lunardon. Le Feste de L’Unità non sono mai state, almeno a Savona, semplici feste di partito. Sono state grandi eventi popolari, occasioni di riscoperta di parti pregiate del nostro patrimonio storico e culturale (si pensi alla “riconquista” del Priamàr e al rapporto costante con la ceramica d’arte e il con il Circolo degli Artisti di Albissola), momenti di intenso dialogo tra culture politiche differenti e di apertura alla città e ai tanti territori di una provincia plurale”. “Il riferimento alla parola ‘Unità’ nel manifesto della prima ‘Festademocratica’ – prosegue Lunardon – non è quindi un cedimento alla nostalgia, ma un richiamo ad una parola simbolo di un partito che nasce per unire le culture riformiste e insieme un modo per saldare il nuovo ciclo delle Feste del Partito Democratico ad una tradizione alta che vogliamo rinnovare legandola alle sfide e ai contenuti del nuovo partito”. La questione del “lascito” delle tradizioni precedenti e di una supposta egemonia, termine gramsciano che da sé dice tutto, della componente proveniente dal disciolto partito dei DS, molto ha pesato nelle recenti vicende e polemiche interne al nuovo Partito Democratico savonese.

Crisi superata, ormai? Solo in parte, forse. Nelle scorse settimane, incontri privati per risolvere definitivamente le questioni sollevate da alcuni componenti del PD provenienti dalla ex Margherita, tra i quali Carlo Scrivano e il sindaco di Albenga, che si sono autosospesi dal partito dopo l’affaire Bertolotto, e il segretario provinciale del PD non sono certo mancati, ma, anche dando credito ad alcune voci che circolano, il dubbio che tutte le fratture si siano già ricomposte rimane.

In una tavola rotonda tenutasi lunedì all’auditorium San Carlo di Albenga sui rapporti tra turismo e cultura in cui era moderatore in qualità di assessore provinciale Scrivano, tra gli uditori un po’ a sorpresa erano presenti anche il capogruppo consiliare in Provincia Massimiliano Cane e il segretario Giovanni Lunardon. Prove di dialogo in pubblico? Un messaggio di unità? Difficile affermarlo con certezza. Tra i relatori designati, presente il vice sindaco Franco Vazio (ex DS) mentre assente era il sindaco Antonello Tabbò che pure avrebbe dovuto partecipare all’incontro. Trattenuto, pare, da altri impegni. E tuttavia, coincidenza o meno, la sua assenza in sala si è fatta notare.

Redazione
25 Giugno 2008 alle 9:35
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