
[thumb:2709:l]Savona. E’ linea dura sulle incompatibilità da parte della commissione nazionale di garanzia del Partito Socialista. Il congresso di Savona è a rischio azzeramento e, in base alle norme regolamentari, dovrà essere riconvocato. Durante i lavori congressuali a Villa Cambiaso, lo scorso sabato, è stato eletto segretario provinciale Paolo Caviglia, vicesindaco e assessore del Comune di Savona. Immediatamente è stata fatta rimarcare, da Luigi Panneri fra i primi, l’ipotesi dell’incompatibilità; le regole infatti escludono che un amministratore pubblico possa ricoprire cariche dirigenziali nel PS che nascerà da questa fase costituente.
Sono quindi scattati i meccanismi interni che hanno portato la commissione nazionale di garanzia ad esaminare il congresso savonese per il quale, analogamente a quello di Como, sarebbe prevista la dichiarazione di nullità. In pratica significherebbe riavvolgere il nastro dell’iter congressuale: se il neo segretario farà un passo indietro, ne esciranno “delegittimati” anche i delegati di Savona che avrebbero dovuto partecipare sabato 27 giugno al congresso regionale.
Data la ristrettezza dei tempi già decisi e improrogabili per le successive fasi congressuali che culmineranno al congresso nazionale di luglio, se le componenti della costituente savonese, dalle quali era preventivamente uscita Azione Riformista ora disponibile a ridiscutere a nuove condizioni, non troveranno una soluzione a quanto avvenuto, non è da escludersi la possibilità di un commissariamento della federazione provinciale savonese.
Fra i socialisti è piuttosto animato il dibattito (già vivacizzato dalla “guerra” fra le tre mozioni congressuali) intorno ai due recenti casi di incompatibilità alla guida delle segreterie, che vede Paolo Caviglia al centro dell’attenzione insieme a Fabio Moltrasio, consigliere provinciale di Como. “Caviglia e Moltrasio stanno provvedendo, come già annunciato nella Commissione Nazionale di martedi, a dimettersi da segretari lasciando le funzioni al vice e riconvocando il congresso” ha detto Lanfranco Turci.
“Quello che è in discussione – ha aggiunto Turci – non è una astratta norma regolamentare ma il cambiamento dello stato del partito che oggi è organizzato in tanti piccoli gruppi di potere aggregati attorno ai consiglieri regionali e agli altri incarichi istituzionali. Questa è una delle ragioni della mancanza di democrazia e di vitalità politica del partito che il congresso non può non affrontare”. Da Paolo Caviglia, per ora, nessun commento.