Savona. Nell’imminenza del congresso costituente del Partito Socialista che si svolgerà a Savona domani, sabato 21 giugno, i rappresentanti di Azione Riformista – l’Europa dei cittadini di Savona rendono pubbliche le motivazioni che hanno portato l’associazione a non partecipare alla fase congressuale savonese.
“Questa decisione, meditata e ponderata” dichiarano, “oggetto di profonde riflessioni tra gli aderenti è maturata dopo aver preso atto della totale assenza dei presupposti politici e di dialogo. Azione Riformista è stata una delle componenti che hanno dato vita con iniziale speranza oggi volutamente vanificata alla fase preliminare Costituente che sul nostro territorio aveva preso avvio assieme allo SDI, al Nuovo PSI e alla Mozione Angius.”
“L’iter costituente nazionale, come si evince dalle note riportate da altri territori di pubblico dominio” proseguono i rappresentanti di Azione Riformista, “è stato subito tormentato, confuso, litigioso, con regole incerte, una fase costituente dalle linee guida disordinate, delle identità conflittuali, trabordanti di revanscismo, con attaccamento cieco e fanatico alle diverse identità, con rigidità eccessive e deleterie da parte della componente maggioritaria, mal tollerante e con atteggiamenti padronali verso altre parti costitutive : nel Savonese in modo eclatante.”
“Azione Riformista ha la convinzione che questa strada per il Socialismo italiana sia sbagliata e che invece si vuole perseguire con ostinazione e che gli spalancherà le porte dell’isolamento precipitandolo nel progressivo ed inevitabile suicidio. Noi pensiamo che i socialisti oggi non possano limitarsi a presidiare solitarie casematte in qualche Ente Locale difendendo a spada tratta un potere quasi virtuale, in decrescendo vistoso e solo alla ricerca di qualche rappresentanza istituzionale qua e là.”
“Crediamo” continuano, “al contrario che il Socialismo debba rappresentare nel nostro Paese e nel nostro territorio quella grande forza Riformista che è alla base della sua dottrina ideale, ritornando ad essere un riferimento sociale del liberalismo, della lotta alle disuguaglianze, della giustizia e del lavoro. Un’ istanza di rappresentatività che sale dalle sofferenze del Paese e che le forze politiche progressiste non possono ignorare, un’invocazione alla quale bisogna dare ascolto dando corpo e vita a un grande blocco Riformista in Italia affrontando le problematiche locali con senso di responsabilità e dialogo non conflittualmente e costantemente esasperato.”
“Questa è per Azione Riformista la funzione storica del Socialismo e non condividiamo la sua riduzione a dispute caserecce verso un obiettivo volto solo alla ricerca di consenso fortuito, simpatie occasionali, trattative individuali e personali, puntando perennemente sulla pressione portata da necessarie alleanze per gli Enti Locali. Noi di Azione Riformista riteniamo che per l’interesse del nostro territorio in particolare e del nostro Paese in generale gli obblighi esulino da tutte queste logore prassi incomprensibili e si collochino su piani di ben altro spessore, obblighi e doveri che chiamano tutti i progressisti italiani ed Europei a contrastare il moderno autoritarismo materiale e legislativo che sta dilagando in Italia e che sta pericolosamente espandendosi in Europa. Tutte queste criticità a noi pare che non si riescano a vedere e nella fase congressuale del PS sono state derubricate, lasciando il posto privilegiato alla ricerca di equilibrismi fatti di tatticismi interni, riti e liturgie consumati in stanze chiuse, con una visione politica confinata nel particolare, nell’individuale, recintata in piccoli gruppi refrattari ad ogni apertura, custodita in piccole trincee che si vogliono difendere a tutti i costi, ignorando ogni dovuto e necessario dialogo con le espressioni più significative della Costituente stessa.”
“Francamente” osservano i rappresentanti savonesi di Azione Riformista, “di fronte a questo nuovo e inatteso fosco orizzonte che abbiamo di fronte appaiono ben piccole e grottesche le controversie all’interno di tali isolate enclave locali che riteniamo inopportune e preludio di conseguenze ancor più disastrose che nell’attuale momento. Di fronte a questo riflusso conservatore che sta avvinghiando il continente europeo, che si sta delineando con sempre maggiore evidenza e spudoratezza nel nostro paese, che sta minando alla base le conquiste sociali e del lavoro, che ritiene la giustizia e la costituzione soprammobili fastidiosi, che vuole rinverdire i fasti di nuovi bivacchi parlamentari, noi di Azione Riformista crediamo che sia assolutamente auspicabile seguire altre strade, diverse da un Jurassic Park politico.”
“A nostro giudizio il PS che uscirà dalla fase congressuale savonese vanificherà ancora una volta le speranze di molti e vedrà in decrescendo l’accreditamento ricercato, rischiando di rimanere solo una forza politica complessivamente marginale, di scarsa considerazione, guardata con sospetto, costretta a chiedere a intermittenza ospitalità in case diverse come già avvenuto, a volte anche discutibili. Azione Riformista, che fa del Socialismo e del liberalismo, della laicità e del dialogo tollerante, del confronto costruttivo le sue ispirazione e continuerà a fare la sua parte insieme ad altre forze riformiste e democratiche, per contribuire a formare in Italia e particolarmente sul territorio savonese quel blocco progressista di cui tanto si sente la necessità di rafforzamento, mantenendo anche una piena autonomia progressivamente e programmaticamente convergente.”
“Queste” concludono, “in sintesi alcune delle motivazioni generali che hanno portato Azione Riformista ad abbandonare il tavolo Congressuale del Partito Socialista savonese, con una posizione da moltiplicarsi alquanto condivisa e tutt’altro che solitaria. Il riscontro al nostro laboratorio d’incontro e dialogo, con adesioni di personalità di altro profilo umano, morale e intellettuale, ci pone in obbligo di operare una distinzione netta, limpida e responsabile, tra una concezione opportunistica della politica e l’impegno di perseguire un percorso nobile volto a salvaguardare un futuro dignitoso per i nostri figli.”