
[thumb:2790:l]Regione. Non c’è stata contrattazione politica sulle nomine della sanità ligure. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Claudio Burlando nella conferenza stampa sulle nuove nomine della sanità ligure alla quale hanno partecipato anche il vicepresidente Massimiliano Costa e l’assessore Claudio Montaldo.
“Sono state tutte nomine gestite dalla giunta senza alcuna interlocuzione di carattere politico”, ha detto Burlando che ha definito la decisione “opportuna”. “Non conosco il background politico di queste persone – ha evidenziato ancora il presidente della Regione – né se lo abbiano”. Ed ha spiegato che è stato lo stesso Mauro Barabino (neonominato dg del San Martino) a ricordare a lui di averlo già incontrato una volta, partecipando ad un’iniziativa.
Tra l’altro Burlando, introducendo la nomina di Antonio Rossi “meritevole ed efficiente direttore dell’Arssu”, ha sottolineato come quello della sanità sia “un circuito abbastanza chiuso” e come con questa nomina “si sia voluto provare a fare un’azione di allargamento, una scelta di carattere innovativo”.
Inoltre nella giunta di oggi, il nome indicato per la direzione della centrale regionale degli acquisti, che sarà deliberato e formalizzato venerdì prossimo, è quello di Leonello Ferrando. “Con questo quadro pensiamo di aver creato un consolidamento per i risultati importanti conseguiti in questi anni, in previsione di un rilancio forte, e in particolare sull’area genovese dove si vanno a rinnovare due incarichi significativi con persone che penso possono essere all’altezza dei compiti come i predecessori”, ha aggiunto il presidente della Regione.
Le principali aspettative che i nuovi direttori generali dovranno soddisfare: completare il lavoro sulle liste d’attesa, procedere nel riequilibrio tra ospedale e territorio, e fare un’azione incisiva sulle fughe mantendo i conti in equilibrio. Rispondendo alle domande dei giornalisti Costa ha sottolineato che i dissapori col Pd riguardano Tullo ed il partito e non “le nomine dei direttori generali. Le delibere – ha affermato – sono sempre state approvate di comune accordo”.