
[thumb:6124:l]Savona. L’assessore provinciale ed esponente del PD Carlo Scrivano smentisce, almeno per ora, le voci di una possibile mozione di sfiducia nei confronti del presidente Bertolotto, che potrebbe essere inserita all’ordine del giorno dell’assemblea provinciale del partito democratico in corso a Savona: “Non nè so niente, Bertolotto ha già fatto sapere che è fuori dal partito, e comunque è il consiglio provinciale la sede per discutere di una mozione di sfiducia”.
E sugli obiettivi di questa assemblea Scrivano parla chiaro: “Da questa assemblea mi aspetto una netta inversione di tendenza, bisogna riportare al centro i programmi, gli uomini e i territori, tornando a parlare con la gente e mettendo da parte i vuoti contenitori di partito”.
Scrivano ha poi annunciato che i popolari al momento si autosospendono dal partito, giudicando sbagliata la linea di Lunardon e confermando, quindi, piena fiducia al Presidente uscente della Provincia: “bisognava iniziare la corsa elettorale dalla riconferma di Marco Bertolotto”.
“Inizia un percorso che ha come obiettivo vincere le elezioni amministrative del 2009, aspettiamo di conoscere il metodo e i contenuti della linea tracciata dal segretario Lunardon – dichiara invece il sindaco di Savona Federico Berruti -. C’è bisogno di una coesa e ampia, la competizione bipolare impone che gli schieramenti siano rappresentativi. Il Pd rappresenta diversi segmenti di società, anche i cattolici e moderati. Certo viviamo una fase elettorale in cui chi determina il successo delle elezioni sono i moderati, ma questo non credo sia un problema. Abbiamo gli uomini e le idee per vincere le amministrative. Noi oggi abbiamo un presidente della provincia uscente che sosteniamo, la partita delle candidature è ancora tutta da discutere…”.
Più soft il giudizio dell’assessore regionale Carlo Ruggeri sulla polemica Bertolotto-Lunardon, che torna sulla necessità di conquistare il voto moderato: “C’è stata una polemica forte tra Bertolotto e Lunardon, ma non c’è ancora una decisione finale, sono aperte tante questioni, non solo sul candidato, ma anche sul programma e le alleanze da fare. Credo che il fronte del voto moderato sia fondamentale per il PD nel recuperare il gap di voti in Provincia: se noi esaminiamo il risultato delle ultime elezioni il partito democratico non è riuscito a captare tante persone di centro che hanno un orientamento progressista, è un’area fatta anche di tante liste civiche delle amministrazioni locali che non sono schierate politicamente. Penso che il partito democratico debba partire anche da lì…”.