
[thumb:4361:l]Regione. Sono Pietro Oliva, Lorenzo Basso e Vito Vattuone i nuovi consiglieri entrati nell’aula del consiglio regionale al posto dei dimissionari Franco Orsi (Forza Italia), Claudio Gustavino (Ulivo) e Giovanni Paladini (Ulivo).
Pietro Oliva, di 64 anni, sposato, insegnante e imprenditore, è stato segretario savonese di Forza Italia; Lorenzo Basso, 32 anni, sposato, due figlie, esperto di informatica, membro della costituente nazionale del Pd; Vito Vattuone, 49 anni, sposato, due figlie, è vicepresidente della Filse e presidente della costituente regionale del Pd.
Oliva, loanese, dal 1993 è amministratore del Comune di Loano. E’ stato consigliere della Comunità Montana Pollupice, consigliere di amministrazione in Filse e negli Insediamenti Produttivi Savonesi (IPS). Lorenzo Basso, genovese, è il responsabile regionale dei forum tematici del Pd ligure. Dal 1995 al 2005 è stato consigliere (e poi vicepresidente) nel Municipio Genova Centro Ovest. Vito Vattuone, di Casarza Ligure (Genova) ha lavorato nel settore bancario è stato sindaco del suo paese e consigliere provinciale, prima del Partito popolare italiano e poi della Margherita.
L’assemblea ha preso atto, votando all’unanimità, delle dimissioni dei consiglieri uscenti per incompatibilità della carica con i nuovi ruoli risultanti dalle ultime elezioni politiche. Ai tre sono quindi subentrati i primi candidati non eletti alle ultime regionali nella stessa lista di elezione. A Franco Orsi e a Claudio Gustavino, eletti entrambi al Senato della Repubblica, subentrano rispettivamente Pietro Oliva e Lorenzo Basso. Al posto di Giovanni Paladini, eletto alla Camera dei Deputati, è entrato il neoconsigliere Vito Vattuone.
Ubaldo Benvenuti (Ulivo) è intervenuto per chiedere se sono giunte all’Ufficio di Presidenza le dimissioni di Sandro Biasotti (Per la Liguria) eletto al Senato. Nicola Abbundo (Moderati per il Popolo delle Libertà) ha ricordato che la Giunta del Regolamento alla Camera non ha ancora definito l’iter per Sandro Biasotti, che ha ancora la possibilità di scegliere se restare in Consiglio e sta continuando a seguire i lavori, pur senza percepire il doppio stipendio.
Il presidente dell’assemblea Giacomo Ronzitti ha reso noto che Sandro Biasotti ha comunicato con una lettera alla presidenza del Consiglio l’intenzione di decidere al più presto quale carica accettare “dopo che la Giunta per le elezioni della Camera avrà deciso sulla compatibilità di molti parlamentari eletti”. Ronzitti ha quindi aggiunto che nella situazione di Biasotti ci sono una cinquantina di parlamentari del Pdl e ha ribadito che le due indennità non sono cumulabili e che verrà fatto un conguaglio.