Regione. Una conferenza regionale per rilanciare il ruolo dei consultori, metterli in condizione di funzionare al meglio e verificare le eventuali carenze di organico, favorendo così l’applicazione della legge 194. Lo ha comunicato quest’oggi l’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo, rispondendo così alla mozione presentata dalla minoranza in consiglio regionale sulla 194. “Il nostro obiettivo – ha detto l’assessore Montaldo – è quello di dare vita ad un piano di rilancio dei servizi offerti dagli sportelli consultoriali che in Liguria ammontano a 86 per affiancare le famiglie e i giovani, attraverso opportune azioni di informazione e di educazione alla contraccezione”.
Secondo l’assessore regionale alla Salute obiettivo della Regione è “garantire la capillarità del servizio, aumentando, se necessario, anche l’orario degli sportelli attraverso qualche nuova assunzione”. La necessità di dare il via ad un’azione forte verso le donne immigrate e le giovani “non può però far dimenticare – ha sottolineato l’assessore – che la 194 ha posto fine, in questi trent’anni, alla piaga degli aborti clandestini, generando una diminuzione del numero dei ricorsi all’interruzione volontaria di gravidanza”. “Si è passati infatti – ha continuato Montaldo – dagli 8.000 aborti effettuati nella nostra regione nei primi anni ’80 alle 3.519 interruzioni di gravidanza del 2007”.
Nonostante tutto l’assessore ha ribadito che “non possiamo dirci del tutto soddisfatti sul fronte del sostegno alla coppia. Serve infatti un forte lavoro sul terreno dell’educazione e della maternità consapevole, perché ancora oggi tante ragazze minorenni si rivolgono ai consultori per l’interruzione di gravidanza”. L’assessore ha inoltre ricordato l’adozione delle linee guida sulla 194 da parte della Giunta l’11 aprile scorso per “strutturare a livello regionale una politica di tutela della salute delle donne e delle adolescenti, la loro presa in carico, la garanzia di una maggiore appropriatezza della diagnosi prenatale, del diritto a partorire nell’anonimato e anche alla possibilità del non riconoscimento del figlio come previsto dalla legge”.