Regione. “Se vogliamo risolvere il problema della clandestinità che attanaglia soprattutto i cittadini migranti, dobbiamo favorirne l’ingresso regolare, per questo serve un nuovo decreto flussi che rappresenterebbe un chiaro segnale di lotta al lavoro sommerso e uno strumento di prevenzione contro la criminalità e l’insicurezza di tutti”. Lo ha detto oggi l’assessore regionale all’Immigrazione, Enrico Vesco a seguito dell’alto numero di domande di immigrati in attesa di regolarizzazione.
“Per una regione come la nostra che vive sulla propria pelle il problema della cura delle persone anziane e non autosufficienti” ha detto Vesco, “le quote e i ritardi nel disbrigo delle pratiche per il decreto flussi 2007 che prevedeva l’ingresso in Italia di 170.000 nuovi lavoratori, di cui oltre un terzo collaboratrici familiari e domestiche, rappresenta una questione di fondamentale importanza”. “In più di un occasione” ha ribadito l’assessore, “ho sollecitato il precedente e l’attuale Governo ad ampliare la quota stabilita, prendendo atto che sono state oltre 700.000 le domande presentate a livello nazionale, a cui si aggiunge il problema, assolutamente prevedibile, dei gravi ritardi accumulati. A sei mesi dalla presentazione delle domande, sono solo 8mila i permessi e 7.900 i visti rilasciati”.
“La Regione Liguria” ha chiarito l’assessore regionale, “aveva riservata una quota di soli 4.595 ingressi, di cui 1.400 per lavoro domestico, rispetto alla quale sono state presentate almeno 15.311 domande, stando ai dati pubblicati dal Ministero dell’ Interno ancora nel mese di febbraio. Questo significa che la stragrande maggioranza delle domande di assunzione di collaboratrici domestiche e assistenti familiari, insieme a tutte le altre, rimarranno senza risposta”.
“A febbraio avevo aderito all’appello rivolto dai sindacati al Governo uscente” ha concluso Vesco, “affinché emanasse subito, con procedura accelerata, un nuovo decreto flussi ad assorbimento di tutte le domande valide presentate a partire dal click day del 15 dicembre, mi duole vedere che nulla è stato fatto in questo senso e che ai problemi già esistenti si sono aggiunte le gravi difficoltà vissute dai consolati non dotati di personale sufficiente”. Secondo Vesco parte proprio dal decreto flussi e da un suo corretto funzionamento la strada per “contrastare irregolarità e lavoro nero ed evitare così di rispondere alle paure della gente con misure discriminatorie e demagogiche”.