Savona. Il caro-gasolio e il caro-carburanti non colpiscono solo il settore della pesca. L’aumento dei prezzi energetici determina infatti anche un incremento dei costi di gestione per la categoria dei venditori ambulanti, a cui si aggiunge la questione degli studi di settore.
A sollevare il tema l’ANVA-Confesercenti di Savona, che ha inviato una lettera al al Ministero delle Finanze ed all’Agenzia delle Entrate: “Il continuo aumento dei carburanti in genere e del gasolio provoca anche l’effetto perverso di previsione di incremento di ricavi, non certamente rispondente alla realtà in virtù degli studi di settore – afferma una nota dell’ANVA Savonese -. Riteniamo che un aggravio di costi quale quello determinato dall’aumento del carburante, (benzina nell’ordine del 28% su base annua e del Gasolio del 45 % sempre su base annua), e delle merci non debba diventare un modo arbitrario per contestare un generale aumento dei ricavi per effetto degli studi di settore”.
“Riteniamo inoltre di dover iniziare una battaglia per una politica dell’energia che sia indirizzata al contenimento dei prezzi, anche tramite riduzione delle imposte sui carburanti, o tramite bonus fiscali per non penalizzare ulteriormente le nostre categorie già duramente colpite dalla crisi economica e dall’aumento delle materie prime e dei servizi”, conclude la nota.