Regione. Il settore del Bed&Breakfast è cresciuto ma soffre molte contraddizioni e la sfida dei prossimi anni si concentra sulle richieste dalla categoria: omogeneità nelle norme regionali, fisco, nuovi modelli di sviluppo, caccia al sommerso, qualificazione professionale. Sono alcuni dei temi affrontati ieri al convegno “B&B: Bravi & Basta? Un’offerta integrata a vantaggio dello sviluppo consapevole del turismo” tenuto nel Salone di rappresentanza di Palazzo Tursi su iniziativa dell’associazione “GenovaFa” e del Comune di Genova, col patrocinio di Regione Liguria e delle istituzioni liguri.
Mario Schenone, in rappresentanza della Regione, ha presentato una mappatura delle strutture di B&B in Liguria: 808 strutture, 1.676 camere e 3.657 i posti letto, tutto nato negli ultimi otto anni: la legge regionale istitutiva dei B&B è del 2000. Il Comune di Genova, con l’ assessore al commercio Tiezzi, ha lanciato l’idea di fare dei B&B “i nuovi Rolli genovesi, con il rilancio di una nuova culutura dell’ospitalità” mentre l’ assessore al turismo Morgano che sottolineato la volontà di “fare squadra con Regione, Provincia, Gal, GenovaFa e tutti gli altri soggetti turistici per far diventare i B&B strumenti agili di penetrazione capaci di allargare l’offerta”.
Per Gavino Maresu, direttore del dipartimento Turismo dell’Eurispes “in Italia secondo l’Istat dal 2000 al 2007 le strutture sono aumentate del 411,4% e i posti letto del 532,8%. Ma la situazione è diversa secondo le regioni e lo sviluppo dai singoli territori: la cultura e la qualità dell’accoglienza dipendono dalla capacità degli operatori di trasmettere quello che il territorio possiede. La carta vincente sta nella particolarità del B&B rispetto a altre forme di ricettività”.
Non meno importanti per gli operatori le questioni fiscali: ne ha parlato il fiscalista Marcello Pollio, che ha illustrato la disciplina alla quale sono tenuti i gestori di B&B (che possono non avere partita Iva ma devono rilasciare ricevuta) e le differenze con gli affittacamere. Sulla necessità di un marchio di qualità ha insistito invece Vincenzo Ponterio, presidente della Federazione italiana B&B per il quale “é finita la fase della quantità”.
Stefano Calandra, presidente dell’ associazione nazionale B&B e affittacamere di Venezia, ha infine illustrato i servizi offerti dalla sua Associazione che riunisce oltre 700 attività extralberghiere e da tempo analizza in maniera critica tutte le legislazioni regionali in materia di B&B.