Finale Ligure. Una parte di Visions inizia a spostarsi. A partire da domani, mercoledì 7 maggio, 13 immagini della mostra verranno ospitate presso la galleria interna del Varicottis Bar di Varigotti. 13 panoramiche, estrapolate da “Visions”, quasi tutte del Finalese, daranno vita ad una mini mostra tematica che prenderà il nome di “Sea Visions”.
Nel frattempo stata prolungata fino al 31 maggio, alla residenza Petit Chateau di Vezzi Portio, la mostra fotografica di Emilio Rescigno “Visions”. L’esposizione comprende una serie di stampe su tela realizzate dal 1980 ad oggi ed è stata inserita nel calendario delle manifestazioni del Palazzo Ducale di Genova per “La stanza della poesia”, che si terrà nei primi mesi del 2009.
Una quarantina di immagini di grande formato (50×75), stampate su tela e montate su telaio di legno, costituiscono la mostra “Visions”, personale del fotografo Emilio Rescigno, nato a Finale Ligure e residente ad Albisola Superiore, visitabile fino al 30 aprile allo Petit Chateau di Vezzi Portio. La mostra, organizzata con il patrocinio dei Comuni di Vezzi Portio e di Finale Ligure, propone una selezione delle opere più significative realizzate dall’autore dal 1980 in poi: paesaggi, ritratti, foto di architettura, still-life ed elaborazioni digitali che, a seconda del momento e della luce, possono sembrare quadri, disegni o semplici immagini.
Per Rescigno la fotografia è un modo “per far emergere particolari e situazioni che spesso sfuggono ai nostri occhi”, una forma d’arte che necessità di applicazione e di continua attenzione, “specie al giorno d’oggi, in cui tutto è in perenne trasformazione”. “Come diceva Edoard Boubat” dice Rescigno, “non si può comunque imparare il mestiere di fotografo: lo si vive, sul campo, giorno dopo giorno, un’ora dopo l’altra, cogliendo l’attimo, il millesimo di secondo. Ogni cosa muta ad ogni istante, tutto vacilla paurosamente, rischia di precipitare nel nulla. Spesso basta fare un passo avanti o uno indietro e la più perfetta composizione si sgretola, si dissolve”. Aggiunge: “E’ importante avere la necessaria umiltà e la capacità di trarre spunto e sprone dai lavori degli altri fotografi, perché nella fotografia, così come in tutte le forme di arte, non si arriva mai alla fine o a uno stato di eccellenza”.