
[thumb:2828:l]Vado Ligure. Il sindaco di Vado Ligure Carlo Giacobbe ha preso carta e penna ed ha inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo chiedendo una modifica del decreto ministeriale sul “Regolamento di disciplina delle attività consentite nelle diverse zone dell’area marina protetta dell’isola di Bergeggi”. Il decreto stabilisce che nella cosiddetta zona B, di riserva generale, la pesca sportiva con lenza e canna sia riservata ai soli residenti del comune in cui ricade l’area marina protetta, cioè il Comune di Bergeggi, mentre nella zona C, di riserva parziale, l’attività di pesca sia consentita anche a pescatori non residenti con necessaria autorizzazione del soggetto gestore.
“Il Comune di Vado Ligure – scrive nella lettera il sindaco di Vado Ligure – è confinante con il Comune di Bergeggi e tradizionalmente i pescatori residenti sul suo territorio hanno esercitato la propria attività nelle acque interessate ora dalla istituzione dell’area marina protetta. Infatti parti consistenti della rada e del tratto di mare prospiciente Vado Ligure sono interessati da vincoli, formali e sostanziali, costituiti dalle esigenze del porto commerciale, a causa dei pontili e delle banchine, nonché degli spazi di mare riservati alle rotte delle navi che approdano allo scalo. Inoltre è in fase di sviluppo un progetto volto a asservire ulteriormente e in modo significativo l’area vadese con la realizzazione di un grande terminal contenitori”.
“Questa situazione, associata alle inibizioni determinate dal regolamento ministeriale in atto – conclude Giacobbe -, porta ad una compromissione sostanziale di una attività ricreativa ma comunque tradizionalmente radicata nella nostra comunità”.