
[thumb:3529:l]Savona. Sabato 24 maggio giornata dedicata al tema della giustizia alla libreria Ubik di Savona, a cura del giornalista Marcello Zinola. Affronteranno l’argomento, da diversi punti di vista, un giornalista, un avvocato, un procuratore. Il giornalista Emilio Randacio presenterà alle 17 il suo ultimo libro sui servizi segreti; di seguito l’incontro con Andrea Speranzoni, il legale di Bologna avvocato di parte civile su fatti del terrorismo a Savona; seguirà alle 18 l’incontro con il procuratore di Torino Bruno Tinti, che illustrerà i mali della giustizia italiana.
“Una vita da spia” è il titolo dell’ultimo libro di Emilio Randacio, che dà voce all’esperienza di Marco Bernardini, per molti anni all’interno del Sisde con incarichi in America Latina, nei Balcani, in Francia e in Medio Oriente. A partire dai primi tempi in Autonomia operaia fino ai suoi incontri con Arafat e Fidel Castro e all’affare Telecom, Bernardini vive in prima persona alcuni dei momenti più delicati della storia italiana contemporanea. E attraverso la sua testimonianza ci permette di ripercorrerli da una prospettiva ricca di sorprese.
Andrea Speranzoni è l’avvocato di parte civile sui fatti delle bombe su Savona; da circa due anni si è occupato di trovare nuovi elementi sugli attentati che sconvolsero la città nel 1974-75. Diciotto feriti, una serie notevole di danni a palazzi e strutture pubbliche e private, e la morte di Fanny Dallari, rimasta uccisa da un ordigno esploso in via Giacchero. Almeno due stragi furono evitate per puro caso. L’inchiesta era stata riaperta dopo un esposto inviato al procuratore due anni fa proprio dall’avvocato Speranzoni. Le indagini all’epoca, secondo i familiari delle vittime, iniziarono con colpevole ritardo e furono condotte con lacune e omissioni tali da portare a un generale proscioglimento degli indagati in istruttoria.
Bruno Tinti, procuratore di Torino, in questi mesi ha movimentato la vita politica e giudiziaria italiana con il suo nuovo libro “Toghe rotte”. Il testo illustra cosa succede nella giustizia italiana, spiegando in che modo i processi per reati comuni o per grandi scandali terminano, nel 95% dei casi, con la prescrizione; perché molte persone condannate per reati finanziari si ritrovano coinvolte in scandali successivi e perché perfino i reati più comuni, rapine, estorsioni, sequestri di persona, omicidi, spesso sono commessi da gente che è già stata condannata per altri reati.