Provincia. Il pomeriggio del giorno 8 maggio il direttore della A.S.L. n°2 savonese, Dr. Flavio Neirotti, ha illustrato alle organizzazioni sindacali il progetto di riorganizzazione dipartimentale della sanità savonese. Si tratta di un intervento che fa seguito alla riorganizzazione della rete ospedaliera, votata dalla Regione Liguria, che prevede la de-aziendalizzazione dell’Ospedale Santa Corona e la conseguente confluenza nella Azienda Sanitaria Locale.
La segreteria provinciale Uil Fpl pone in evidenza come “fatta salva la necessità di un esame approfondito da parte degli organi della Uil Fpl e di un’opportuna valutazione da parte delle Organizzazioni Sindacali Confederali, appaiono però evidenti alcune questioni: innnanzitutto la previsione di costituire dei Dipartimenti Provinciali, formati da più strutture complesse e strutture semplici operanti nei 4 plessi ospedalieri della provincia, rende macchinoso ed elefantiaco il funzionamento dell’apparato degenziale. Inoltre, il ruolo di eccellenza del nosocomio di Pietra Ligure viene stemperato e posto allo stesso livello funzionale degli altri nosocomi, così come appaiono perdersi di vista le funzioni di Dea di II° livello dell’Ospedale Santa Corona. In terzo luogo, non trovano conferma le ipotesi del Trauma Center e di Ematologia formulate a suo tempo dall’assessore alla Salute Claudio Montaldo e dal presidente della Commissione Sanità Nino Miceli della Regione Liguria”.
“Inoltre”, proseguono i rappresentanti della Uil Fpl, “la composizione dei comitati di dipartimento (organo di direzione del dipartimento) lascia perplessi per l’insufficiente presenza di personale del comparto e per le ipotizzate modalità di elezione del coordinatore del personale infermieristico e/o tecnico-sanitario. Anche l’ipotesi di accordo sulla mobilità interna del personale non appare essere in sintonia con le richieste avanzate e con la necessità di lasciare che eventuali spostamenti di operatori avvengano solo su base volontaria”.
La Uil Fpl aderisce alle iniziative promosse per la revisione del piano di riorganizzazione ospedaliera voluto dalla Regione Liguria, compresa quella di un ricorso al T.A.R. annunciata dal comitato di salvaguardia della salute del Ponente ligure. In merito a quest’ultimo, ricorda di “attendere che vengano indicate dallo stesso comitato le modalità per la raccolta fondi”. Ritiene inoltre che “il processo di riorganizzazione debba vedere coinvolti i dipendenti (con una ampia informazione del progetto) e dei loro rappresentanti sindacali, con esami approfonditi e valutazioni con l’amministrazione dell’A.S.L. n°2, soprattutto per gli aspetti organizzativi che ne derivano”.