Cairo Montenotte. Nell’Anno Domini 1337 il dì 7 del mese di febbraio, il Marchese di Saluzzo per risollevare le disastrate condizioni finanziare alienò gran parte dei suoi feudi, avuti a suo tempo dai Marchesi Del Carretto, ai fratelli Giacomo, Matteo, Giovannone e Tomeo Scarampi, nobili astigiani, per la somma di 15.000 fiorini d’oro. Costoro, ricevendone regolare investitura dal Comune di Genova, divisero nel 1339 i beni acquistati ed assegnarono a Giovannone Cairo e Rocchetta, un tempo libero Comune, con diritti su Carcare ed Altare.
La presa di possesso della castellania di Rocchetta da parte del Marchese Scarampi costituì non solo un evento storico-politico per tutto il comprensorio valbormidese, ma un momento di festosa socializzazione per i borghigiani peraltro scettici e soprattutto timorosi di comportamenti opprimenti se non addirittura tirannici del nuovo Signore; condizione, tuttavia, non manifestata dai Signori Scarampi che dominarono il Borgo dall’alto del loro castello con più umanità e buona disposizione verso i loro sudditi.
Frequenti lotte di successioni di marchesati e ducati limitrofi (Monferrato, Milano, Savoia), scorrerie delle soldatesche di tutti i contendenti, calamità di ogni genere rendevano molto infelice la vita dei miseri sudditi del nobile di turno che campavano con il provento dell’agricoltura, della pesca, della pastorizia e dell’artigianato. Solo le ricorrenze religiose rappresentavano un momento di serenità se non erano promosse per invocare la protezione divina per pestilenze ed altre sciagure. Era benvenuto quindi l’arrivo di un nuovo Signore,
Alle porte del paese il podestà, i sindaci, il notaio, i rappresentanti della Comunità accolgono il Marchese a cui consegnano le chiavi del Borgo in segno di omaggio e di sottomissione. Segue la sfilata per le vie cittadine pavesate a festa tra due ali di popolani festanti. Il corteo termina nella chiesa parrocchiale per la Messa di ringraziamento, l’investitura e la benedizione dei paesani.
Sono, però, i festeggiamenti che fanno seguito all’investitura a coinvolgere maggiormente gli abitanti del Borgo e delle comunità limitrofe. Essi, infatti, possono finalmente assistere o partecipare agli eventi narrati dai mercanti che periodicamente accedono al paese o dai racconti più o meno fantasiosi di cavalieri erranti frequentatori di osterie. E così le fantasie maturate tra un bicchiere di vino speziato ed un pezzo di formaggio – sicuramente di miglior qualità per l’evento festivo – prendono corpo e stupiscono gli spettatori nei due giorni di festa: falconieri, duelli di armigeri, gare di arcieri, saltimbanchi, giocolieri, musici e giullari come in uso nelle feste di corte. Infine le danzatrici che evocano i paesi del lontano oriente oggetto di racconti tramandati oralmente da chi partecipò alle crociate.
La competizione tra le quattro contrade del borgo è l’evento più significativo dei festeggiamenti. Le sfide degli arcieri ed il duello di spade sono i due episodi della “disfida delle contrade” mentre la Palio di gioghi ne rappresenta il momento culminante: le quattro contrade del paese gareggiano in una corsa seduti su di un giogo collegato a due ruote di bosso su un percorso intorno alla chiesa parrocchiale per aggiudicarsi l’ambito premio che verrà consegnato dai signori del Castello al termine delle manifestazioni. Infine i mercanti, che nel medioevo, al di la di fornire i più eterogenei prodotti per le necessità degli abitanti, rappresentano la più importante se non unica rete di comunicazione tra paesi, villaggi e città.
Tutto ciò rievoca dalla “Festa medievale” che si svolgerà a Rocchetta di Cairo il 31 maggio ed il 1 giugno 2008. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco rocchettese e dall’Associazione culturale rocchettese, la cui missione è la rivalutazione del passato e la riscoperta delle tradizioni storiche che costituiscono, tra l’altro, un motivo di promozione turistica per Rocchetta e per l’intera Val Bormida.