
[thumb:7431:l]Finale Ligure. Molte le osservazioni dei presenti durante la presentazione del Puo relativo alle aree Piaggio, ieri sera a Finalborgo. Il leit motiv della critica al progetto è riconducibile ad un unico motto: “Non vogliamo un’altra Borghetto”. Un chiaro riferimento al fronte mare deturpato dal boom edilizio degli anni ’60 e ’70 nella Riviera di ponente. Le critiche bipartisan hanno toccato tutti gli aspetti del progetto: l’altezza delle costruzioni, l’impatto ambientale, il traffico, l’inquinamento, l’ubicazione dell’hotel e la sua dimensione.
Una delle osservazioni formulate dalla platea, secondo la quale tutte le opere previste sarebbero funzionali alla riconversione e nulla arricchirebbe invece il resto della città, ha immediatamente trovato una secca risposta nel sindaco Richeri. Il primo cittadino ha sottolineato come non sia “costruttivo” proporre ogni giorno una soluzione alternativa a questo o a quel problema ed ha ricordato come agli albergatori finalesi che decidessero di spostare le proprie attività nella zona Piaggio sarebbe concesso il cambio di destinazione delle attuali strutture. Quindi, nelle aree attualmente occupate dalla Piaggio potrà sorgere anche più di un hotel o residente.
I progettisti hanno cercato di rispondere punto su punto alle obiezioni. In termini di inquinamento, allo stato attuale non sono emerse criticità; la legge prevede che sia l’Arpal a controllare e che in caso si riscontrino problemi sia compito di chi ha inquinato bonificare (sarà la Piaggio, eventualmente, a dover rispondere economicamente). Alle critiche sulla eccessiva altezza, l’architetto Castellari ha risposto che il Puc, recentemente approvato a Finale Ligure, prevede un’altezza massima di 5 piani più uno mansardato e che il progetto si atterrà a quanto stabilito. In ogni caso i caseggiati non supereranno i 21 metri di altezza prevista dallo stesso piano.
Molto caldo l’argomento dell’impatto ambientale. La popolazione chiede che venga realizzata la DIA anche alla luce del fatto che l’area della Caprazoppa è un Sito di Interesse comunitario (SIC). Gli esperti hanno risposto che secondo lo screening effettuato e consegnato in Regione, il progetto rispetta la normativa e dunque il piano di impatto ambientale non è necessario. In ogni caso l’ultima parola spetterà alla Regione.
Il presidente della Ascom Confesercenti, Fabrizio Fasciolo, si è detto preoccupato sul futuro occupazionale che l’area potrà generare alla luce dei circa 1000 operai impiegati attualmente nell’area Piaggio. L’archittetto Cattaneo ha spiegato come a seguito delle richieste dell’amministrazione in tutto il progetto siano state previste numerose zone commerciali ed artigianali, oltre che ad un ristorante, all’albergo e a numerosi bar.
Sulla questione hotel c’è stata una convergenza trasversale tra il responsabile cittadino del PdL Capra e il collega del PD Coletti, entrambi d’accordo con il presidente dell’associazione albergatori finalesi circa l’infelice posizionamento della struttura tra la ferrovia e l’Aurelia. L’associazione albergatori ha chiesto di non destinare la struttura ad hotel ma di riconvertirla a polo scolastico sportivo, dove concentrare tutte le scuole del comprensorio finalese con la realizzazione di impianti sportivi nel parco previsto dal progetto, ad uso e consumo degli studenti, ma anche per il resto della cittadinanza e dei turisti. In questo modo – ha dichiarato il presidente degli albergatori, Tedeschi – “si potrebbe dare vita ad un quartiere, dando anche opportunità di sviluppo delle attività commerciali collegate e concentrando le scuole in una zona di facile accesso a stazione e capolinea degli autobus”. In cambio gli albergatori chiedo la conversione delle ex colonie Rivetti nella zona di Finalborgo che, oltre che ad albergo di lusso, potrebbero contenere anche un centro congressi ed aprire una nuova opzione destagionalizzante al turismo finalese.
Il sindaco Richeri ha ribadito che il progetto non è soltanto funzionale all’operazione Piaggio. “Questa sera parliamo del Puo e non dell’accordo di programma di cui il Puo è solo una parte – ha detto – Nell’accordo di programma si vedranno tutti i vantaggi che la città di Finale avrà da questo progetto come il nuovo ponte sul Pora, la salvaguardia degli arenili e tutto a costo zero per la città di Finale”.
L’amministrazione comunale ha indicato la possibilità di elevare la percentuale massima per l’edilizia residenziale sino al 75% (157 mila metri cubi) dell’intera volumetria». Le percentuali delle altre tipologie funzionali sono state conseguentemente ridistribuite: 8% alberghiero, 9% commerciale, 6% artigianale e 2% uffici. Entro poche settimane il Puo sarà votato dal consiglio comunale e ci sarà a Genova la firma dell’Accordo del definitivo programma.
Il primo cittadino ha conluso accennando al problema dei parcheggi e ricordando che da poco è stato avviato il cantiere che, grazie ai fondi dell’Obiettivo 2 di cui Finale è stata beneficiaria con la crisi della Piaggio negli anni ’80/’90 , a breve darà a Finale un autosilos da 500 posti macchina.