Savona. Prima di Papa Benedetto XVI, la città di Savona aveva già accolto, in circostanze del tutto diverse, un altro Pontefice: Papa Pio VII ovvero Barnaba Chiaramonti, di Cesena. A Savona fu tenuto prigioniero dalle truppe di Napoleone, durante l’occupazione del ventennio francese, nel palazzo vescovile, ancora oggi sede della curia, dove è ancora intatto l’appartamento ‘prigione’, dall’agosto 1809 sino ai primi mesi del 1813. In quell’anno, Pio VII fu trasferito per ordine dell’ Imperatore Napoleone a Fontainbleau in Francia perché si era sparsa la voce che la flotta inglese sarebbe sbarcata a Savona per liberarlo. Dal febbraio a marzo del 1814 Papa Pio VII ritornò a Savona, sempre prigioniero di Napoleone, nel Palazzo Vescovile. L’anno successivo il 9 e il 10 maggio del 1815, una volta liberato dalla lunga prigionia (Napoleone lo aveva consegnato agli austriaci), era tornato a Savona per rendere omaggio e incoronare la statua della Vergine nella cripta dell’attuale Santuario di Nostra Signora Misericordia, dove domani si recherà Benedetto XVI. Nel 1815, a ricevere Papa Pio VII fu il Re di Sardegna, Vittorio Emanuele I di Savoia, che proprio in quell’anno, a seguito del congresso di Vienna, riuscì ad impossessarsi dei territori che fino ad allora avevano fatto parte della Repubblica di Genova, poi della Repubblica Democratica Ligure, sotto Napoleone, e infine erano state annesse alla Francia dopo il 1804, quando lo stesso Napoleone si era incoronato imperatore proprio davanti a Pio VII, in segno di sfida. Savona ha una tradizione ancora più stretta con i Papi avendo dato i natali a Sisto IV e Giulio II, zio e nipote della potente famiglia dei Della Rovere. Il primo fu Pontefice dal 1471 sino alla morte, il secondo dal 1503 al 1513. Il primo fece tra l’altro edificare dietro l’attuale Duomo di Savona la cappella a lui dedicata dove riposano gli avi della famiglia. Papa Giulio II invece è ricordato come uno dei Pontefici più importanti della storia della Chiesa per la sua funzione di unificazione politica dello Stato Pontificio e per le sue brillanti campagne militari, ma anche per aver commissionato ai migliori artisti del tempo, importanti opere d’arte e urbanistiche. Tra queste il ciclo di affreschi della Cappella Sistina di Roma commissionato a Michelangelo Buonarroti.