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Cronaca

Mensopoli: Profiti prende le difese di Di Donato

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Mensopoli: Profiti prende le difese di Di Donato
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[thumb:413:l]Regione. Giuseppe Profiti, presidente dimissionario dell’ospedale Bambino Gesù di Roma ed ex presidente dell’ospedale Galliera di Genova, nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Roberto Fucigna ed al pm Francesco Pinto, ha respinto tutte le accuse. Profiti, agli arresti domiciliari nell’inchiesta sugli appalti delle mense del Comune di Genova e dell’Asl 2 di Savona, è accusato di turbativa d’asta in concorso. Ha poi difeso a spada tratta il ventilato interessamento dei cardinali Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano e Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, per far vincere le gare d’appalto all’imprenditore di Vercelli Roberto Alessio, della ristorazione dell’Asl 2 di Savona e dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. Nell’attesa dell’interrogatorio Profiti ha letto il libro di Kafka “Il processo” e parlato cordialmente con i giornalisti.
Di seguito è stato interrogato anche Stefano Francesca, ex portavoce del sindaco genovese Marta Vincenzi, che avrebbe fornito ampie spiegazioni e fatto qualche ammissione sul suo ruolo nella “Casagrande band”. L’accusa nei suoi confronti è di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta e alla corruzione.
Della stessa ipotesi d’ accusa devono rispondere l’avv. Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni, ex consiglieri comunali diessini, e l’imprenditore Roberto Alessio. Quest’ultimo avrebbe raccontato di aver dato a Francesca 20.000 euro per la campagna elettorale del sindaco Marta Vincenzi. Ha detto di stare bene e di voler rassicurare la moglie sul suo stato di salute.
Profiti dopo l’ interrogatorio ha dichiarato ai giornalisti: “Nei cinque anni in cui ho collaborato con il cardinale Bertone prima e con il cardinale Bagnasco poi, tutti i nostri colloqui non hanno mai avuto riferimento a nessun tipo di pressione o attività commerciale diretta o indiretta”. Riferendosi ai due porporati, Profiti, ha aggiunto: “Il loro unico ed esclusivo interesse è sempre stato il bene dell’ istituzione, sia esso il nuovo Galliera o la crescita del Bambino Gesù”.
Profiti ha anche voluto difendere la correttezza di uno degli indagati, il direttore della Asl 2 di Savona, Alfonso Di Donato, a sua volta indagato per turbativa d’ asta. “In 15 anni di lavoro in comune o di colleganza con il dottor Di Donato – ha affermato – raramente ho incontrato persone con la stessa capacità professionale e con la stessa etica istituzionale e pubblica”.
Assistito dal difensore Giuseppe Gallo del Foro di Genova, Profiti, “l’uomo di garanzia” come veniva definito in numerose intercettazioni telefoniche da alcuni arrestati, ha reso ampie ed articolate spiegazioni sulla sua attività di ex presidente dell’ospedale Galliera e di presidente dell’ospedale Bambino Gesù di Roma di proprietà della Santa Sede.
In merito alla gara d’appalto che Alessio voleva vincere a Roma, Profiti ha spiegato ai magistrati che prima del suo arrivo l’aggiudicazione della ristorazione era a licitazione diretta. “Essendo il contratto in scadenza – ha detto – ho preferito per maggiore trasparenza instaurare una gara d’appalto. Il cardinale Bertone non mi ha mai detto nulla né sulla gara né sugli eventuali partecipanti”.
Per la gara d’appalto dell’Asl 2 di Savona, Alessio nel corso dell’interrogatorio avrebbe ammesso di aver avuto da Fedrazzoni l’assicurazione di vincerla, grazie all’appoggio di Di Donato e di Profiti. Alessio in effetti vinse la gara, ma la ditta concorrente Pedus fece ricorso al Tar che la annullò. Alessio preoccupato chiese allora raccomandazioni, tramite Fedrazzoli, perché il Consiglio di Stato si pronunciasse a suo favore. In caso di sentenza negativa (Il Consiglio di Stato non si è ancora pronunciato) Alessio volle rassicurazioni di appoggi anche per l’eventuale nuova gara. Per aggiudicarsi le mense dell’Asl 2, Alessio avrebbe pagato una tangente di almeno 219.000 euro. Al termine degli interrogatori, tutti gli arrestati hanno chiesto la revoca della misura cautelare. Il gip deciderà martedì, dopo aver sentito il parere del pm Pinto.

Red.
26 Maggio 2008 alle 8:00
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