
[thumb:7255:l]Savona. Maxi operazione della polizia delle telecomunicazioni di Imperia con i colleghi di Savona, coordinati dal procuratore della Repubblica di Savona Vincenzo Scolastico, contro la pedopornografia online. Dieci mesi di indagini, 54 indagati, 2 arresti, un migliaio di filmati pedopornografici diffusi su Internet sequestrati: questo il bilancio dell’inchiesta “Striglia il mulo”. L’indagine ha permesso di smascherare uno scambio di materiale hard pedopornografico definito dagli inquirenti “raccapricciante”: immagini e filmati riproducenti rapporti sessuali con bambini in tenera età, anche multipli e con animali.
La condivisione dei file illeciti avveniva attraverso software di “file sharing”. In particolare veniva utilizzato il noto programma peer to peer “E-mule”.
E’ stata la segnalazione di una ragazza di 25 anni di Loano arrivata alla Polposta di Imperia a far scattare le indagini che si sono poi estese su tutto il territorio nazionale. Diverse le perquisizioni ordinate dal magistrato savonese che hanno portato gli informatici della polizia a scoprire la rete di pedofili. Le operazioni hanno riguardato l’intero territorio nazionale, toccando tredici regioni italiane.
L’attività di polizia giudiziaria si è articolata in due fasi, sviluppandosi in dieci mesi. La prima fase è consistita nella condivisione in rete da parte di un agente sotto copertura di file a contenuto pedopornografico, mentre la seconda si è concentrata sull’individuazione dei navigatori che avevano ceduto materiale fotografico e video nel periodo del monitoraggio. In tutto gli investigatori hanno individuato 54 utenti della rete, a carico dei quali l’autorità giudiziaria ha emesso i decreti di perquisizione locale e sequestro. L’accusa è quella di detenzione e cessione a terzi di materiale a contenuto pedopornografico. Un reato che il codice penale punisce con la reclusione da 1 a 5 anni.
Nel numero degli indagati, due persone sono state arrestate, colte in flagranza di reato. Si tratta di un operaio di Belluno di 35 anni e di un professionista di Napoli, sulla trentina, legato ad ambienti sportivi attraverso cui aveva contatti con bambini. Con loro, nel circuito degli internauti dediti alla pedopornografia, varie categorie di trentenne: dall’operaio al dipendente pubblico al dirigente aziendale.
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L’attività operativa ha portato al sequestro di 85 notebook, 100 hard disk, 6200 tra cd e dvd, 74 pen drive e 300 videocassette. Le regioni interessate dalle perquisizioni sono state: Piemonte (5), Lombardia (6), Veneto (8), Friuli Venezia Giulia (5), Trentino Alto Adige (1), Emilia Romagna (5), Toscana (4), Umbria (1), Lazio (8), Campania (3), Puglia (3), Sicilia (4) e Sardegna (1).
Così il procuratore capo della Procura della Repubblica di Savona, Vincenzo Scolastico: “L’operazione dimostra che il fenomeno è in aumento, agevolato dalle potenzialità sempre più diffuse di Internet. In questo caso l’attività investigativa ha consentito di smantellare una rete di pedofili che utilizzavano materiale veramente raccapricciante. Questo è il dato più allarmante. L’indagine non è ancora conclusa”.
Armando Guccinelli, direttore dipartimento della polizia postale di Genova, aggiunge: “Fanno riflettere le problematiche psicologiche degli indagati emerse nel contesto di questa operazione. Così come bisogna considerare l’età abbastanza giovane degli stessi, tra i 30 e 35 anni. Molto importante è il fatto che l’indagine sia partita dalla segnalazione di una cittadina. In questo settore è essenziale la collaborazione dei navigatori della rete”.