
[thumb:2736:l]Savona. Giancarlo Grasso, presidente della Camera di Commercio di Savona, risponde agli attacchi che gli sono stati rivolti di recente, in particolare da rappresentanti istituzionali come il presidente della Provincia, Marco Bertolotto, e l’assessore savonese alla cultura Ferdinando Molteni. “Cui prodest?” si chiede il numero uno di Palazzo Lamba Doria, che, alle prese con la delicata situazione della maggioranza camerale, si trova anche al centro di un fuoco incrociato sui mezzi di informazione. Qui di seguito la posizione di Giancarlo Grasso su alcuni temi dell’economia provinciale e la reazione alle accuse.
– Come risponde alle critiche che le sono state mosse in questi giorni?
E’ nello stile della Camera valutare attentamente le azioni che riguardano la sfera delle sue funzioni. In questa visione, come sempre, opportunità di rapporti con gli enti locali consigliano di rimandare ogni valutazione al lavoro compiuto. In considerazione, però, dell’implicanza delle affermazioni apparse in settimana, invito a tenere presente gli interventi più significativi degli ultimi anni, di cui peraltro le organizzazioni di categoria, i sindacati e gli stessi enti locali (e il sistema delle imprese nel suo complesso) tramite pubblicazioni camerali vengono compiutamente informati.
– Intende sottolineare il ruolo e la presenza della Camera di Commercio sul territorio?
Oltre ad un’indispensabile azione di approfondimento, di ricerca e di monitoraggio dei vari settori economici attraverso propri Osservatori, si potrebbe iniziare rilevando (anche al critico più disattento) la redazione del Piano Triennale di Sviluppo Turistico, che fa seguito non solo alla partecipazione camerale nella formazione del patto costitutivo del Sistema Turistico Locale Italian Riviera, ma all’espletamento di ulteriori indagini, tra cui l’indicazione di approccio ad un unico Sistema, laddove invece se ne prospettavano addirittura sei. Oppure, restando nel campo dell’ospitalità, la promozione dell’alta qualità per alberghi, ristoranti, bagni marini e altre strutture ricettive e di servizio presenti sul territorio anche attraverso campagne pubblicitarie (ricordiamo “Compra una pianta e vinci una vacanza”, concorso originale quanto produttivo, a parere di esperti) che hanno interessato tutta l’Europa. Questo senza nulla togliere ad un’opera continua di cultura turistica attraverso pubblicazioni specializzate e l’organizzazione di convegni.
– Ritiene che quello della Camera sia una funzione chiave nella promozione della qualità dell’offerta turistica?
Il discorso della qualità va oltre un turismo sotto terapia e unisce settori diversi, a differenti livelli ed in fiere specializzate, nella presentazione di prodotti d’eccellenza, per le quali la Camera è (ed è stata) in prima fila, quando non propositrice diretta del riconoscimento di marchi d’origine che le nostre aziende agricole, artigianali e turistiche offrono in un mercato in forte concorrenza. Perciò non solo la CCIAA va all’estero (per la floricoltura, ad Essen e al Flowers di Mosca alla ricerca di nuovi spazi sui grandi mercati europei, e recentemente ad Offenburg), ma assieme ad associazioni ed enti partecipa a manifestazioni quali Vinitaly e Sol a Verona, Salone del Gusto a Torino, Stile Artigiano al Priàmar e Salone dell’Agroalimentare a Finalborgo, per citarne talune.
– Quale altra linea strategica caratterizza il suo mandato alla guida dell’ente camerale?
E’ evidente il lavoro svolto a sostegno della rete infrastrutturale; azione che il Consiglio camerale individuò come obiettivo primario. Ancora recentemente è stata sottolineata la fragile rete logistica che arreca forti costi aggiuntivi alle nostre aziende, liguri e savonesi. In questo ambito, riconoscono l’azione continua svolta dalla Camera soggetti pubblici e privati, ad iniziare dalle regioni finitime per le indicazioni e le espressioni di volontà da parte del nostro ente nel riprendere vecchi progetti e nel proporne nuovi, ad iniziare dall’Albenga-Ceva e dalla Carcare-Predosa a suo tempo opere inserite nella Legge Obiettivo, che oggi debbono trovare risposta congiunta nell’Albenga-Alessandria. Ma bisogna anche ricordare la proposta di una piattaforma logistica per l’albenganese e l’impegno finanziario profuso per mantenere in vita (diventando socio di maggioranza relativa quando altri andavano ritirandosi per poi ergersene a paladini) l’aeroporto di Villanova, che resta infrastruttura indispensabile per tutta l’economia del Ponente ligure.
– Impegno anche sul fronte albenganese?
Con riferimento al comprensorio ingauno, si sono messe puntualmente in risalto le opportunità del territorio attraverso dettagliate proposte progettuali che costituiscono la base di difesa, e quindi di potenziamento, di settori portanti dell’economia: turismo, artigianato, agricoltura, vantando, qui, tra l’altro la Camera un Centro di Sperimentazione che sta ingrandendosi per fornire ulteriori servizi alle imprese ed in questo ambito ricerche soprattutto nel campo del risparmio energetico e dell’ambiente.
– Cosa può dire dei rapporti della Camera di Commercio con l’industria della provincia savonese?
La Camera non s’è dimenticata dell’industria. Non solo presentando all’indomani della crisi di Ferrania e di là di proposte di marketing territoriale e di infrastrutture contro la crisi industriale, un patto in 5 punti ed una serie di progetti fattibili per sostenere produzione ed occupazione nelle Bormide da oltre un ventennio in continua flessione. L’ente, infatti, si è fatto promotore e coordinatore di azione a salvaguardia della Piaggio, intervenendo prontamente nel momento in cui lo stabilimento finalese stava denunciando pesanti costi di produzione. A questo riguardo, ai distratti si ricorda che la Camera già nel febbraio 2002, chiamò a raccolta Società, Enti locali, Unione Industriali e Sindacati per affrontare il problema della delocalizzazione dell’industria finalese; quindi, nel luglio del 2005 propose la costituzione di un Tavolo di concertazione a sostegno del piano di trasferimento dell’opificio nello scalo aeroportuale di Villanova d’Albenga, trovando piena adesione e definitiva approvazione da parte degli enti deputati alla programmazione territoriale.
– Alcune difficoltà nel mondo del lavoro e della produzione sono evidenti.
L’avvio a soluzione di rilevanti problemi industriali quali Piaggio e Ferrania, più che indurre a mere contrapposizioni tra enti, deve spingersi a “fare fronte comune” sulla definizione di altre “iniziative irrinunciabili”: assieme alle opere portuali, il potenziamento della centrale termoelettrica di Vado, il tracciato definitivo della linea ferroviaria costiera, la realizzazione di una piattaforma logistica nell’albenganese, la messa in atto di un project financing per la costruzione dell’autostrada che attraverso l’alessandrino ci porterà nel cuore della pianura padana. Il porto commerciale continuerà la fase di crescita laddove le opere di progetto non vengano ritenute sovradimensionate, peggio ancora inutili; sarebbe un colpo decisivo nell’ottica del rilancio delle aree di levante della provincia. E’ una sfida obbligata, al pari di quelle che coinvolgono turismo e agricoltura con ripercussioni incontrollabili sui servizi alle persone e alle imprese. Una visione della realtà, cui non possono sottrarsi soggetti pubblici e rappresentanze politiche che governano il territorio, costituendo essi stessi tasselli cruciali del nuovo assetto produttivo. Perciò, bando alle accuse ma volontà di rimettere al centro del nostro operare specificità locali e spirito di collaborazione.
– L’hanno accusata di favorire l’ingerenza della politica nelle attività dell’ente che presiede.
L’aggrapparsi, l’un l’altro, ad immotivate quanto pretestuose e facili accuse, sortisce il solo deprecabile effetto di ritardare processi virtuosi. Correttezza vorrebbe non solo l’approfondimento delle varie problematiche che ci spingono verso “la crescita zero”, ma il convincimento di una Camera apolitica, la cui funzione precipua di sostegno al sistema economico è individuabile non solo nell’incentivazione delle imprese ma nella segnalazione stessa ai vari livelli istituzionali delle esigenze ed aspettative del sistema economico, senza invasioni di campo, bensì nell’ottica di una costruttiva collaborazione, disponibile nel contempo l’ente camerale a sostenere la cultura, campo in cui non dispone di specifiche e riconosciute attribuzioni di legge, quantunque disponibile ad aperture laddove si coniughino economia, turismo e cultura.
– Un’altra critica che hanno rivolto alla Camera di Commercio è quella della assenza di iniziative in ambito culturale.
Se oggi l’Amministrazione di Palazzo Lamba Doria sta affiancando la Provincia nella predisposizione del Piano della Mobilità e nel disegno di recupero di monumenti storici attraverso un progetto che troverà una prima ipotesi di lavoro ad Albenga nel convegno del 9 e 10 maggio, sotto l’aspetto culturale essa interviene da tempo in manifestazioni artistiche (Teatro di Verezzi, Rassegna dei Libri di Peagna), per non sottacere del contributo finanziario per la visita del Papa e per il Festival della Maiolica in corso in questi giorni. Riproponendo nel contempo al Comune di Savona sia “Stile Artigiano” che il “Campionato Italiano dell’Acconciatura”, che vedrà coinvolte aziende di punta della nostra regione
– Quale previsione economica, in sintesi, per l’anno in corso?
Il 2008 sarà un altro anno “in trincea per l’economia savonese”, stretta tra un rallentamento vistoso della crescita ed una possibile fase recessiva. Le imprese si troveranno ancor più dinanzi a gravi processi di selezione, per cui occorre, al fine di una maggiore competitività, che s’individuino nuovi spazi per costruire reti e lavorare in filiera per assicurarne maggiore competitività.