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Economia

Granaccia e rossi di Liguria in vetrina nel weekend di Quiliano

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Quiliano. Sabato 10 e domenica 11 maggio, a Quiliano, presso la sede comunale di Villa Maria, si terrà la IV Edizione della Rassegna della Granaccia e dei Rossi di Liguria: due giornate di promozione e divulgazione mirate a tutti rossi di Liguria, in evidenza i vitigni autoctoni, con degustazioni in villa, convegni e la presenza di alcuni produttori.
Nell’ambito della fascia montana del savonese Quiliano è zona d’elezione per il vino, tanto che la qualità del prodotto ne fa area di produzione ai massimi livelli regionali, celebre anche fuori Liguria: “La Granaccia di Quiliano è tra i migliori vini d’Italia, e quindi del mondo” scriveva già nel 1978 Luigi Veronelli. Il paesaggio agricolo stesso è ancora oggi fortemente caratterizzato, come in epoca storica, dal vigneto su fasce tenute su da muri a secco, con pali di castagno a supporto delle viti, secondo una tipologia tradizionale ligure oggi sempre più rara e che rappresenta a tutti gli effetti un pregio paesistico e un valore turistico da difendere. Il fatto che la produzione e la vendita del vino abbiano luogo sul posto, all’interno di cantine di aspetto ancora tradizionale e ricche, quasi fossero musei, di attrezzi della tradizione vitivinicola locale, completa favorevolmente il quadro. Tipico della zona di Quiliano, la Granaccia è un vino rosso di grande pregio, prodotto in quantità assai limitate. Si ottiene da uve provenienti da un vitigno denominato in Liguria Granaccia. Pare che questo vitigno, di origine spagnola, sia stato introdotto nella Valle di Quiliano intorno al XVIII secolo da famiglie locali che avevano avviato con la Spagna un commercio basato principalmente sulla produzione di carta ma che in quel paese possedevano anche terre e vigneti. La Granaccia è un vino dal colore rosso intenso, tendente al rubino carico dopo 3-4 anni di invecchiamento; da giovane ha un odore vinoso, fragrante, che può farsi intenso con sentore di more e di ribes se adeguatamene affinato. Nella fase ottimale questo vino acquista un sapore caldo, sapido e vellutato. Vino sincero, la Granaccia si abbina principalmente a piatti a base di carne, specie di cacciagione ma si accompagna molto bene anche ai formaggi a pasta dura dal sapore deciso. Deve essere servito ad una temperatura di 18° C, in bicchieri a calice leggermente panciuti con stelo medio e stappato almeno un’ora prima. La manifestazione organizzata dal Comune di Quiliano con la collaborazione dell’Enoteca Pubblica della Liguria e della Lunigiana e patrocinata dalla Regione Ligure, vuole essere un appuntamento importante dove far confluire in primis la Granaccia, quale vino tipico della zona del quilianese, e tutti i vini rossi della Liguria. Quiliano quindi sarà per due giorni il punto di riferimento di tutti i vini rossi della nostra Regione. Un appuntamento quindi di particolare rilievo nel quale sarà dato spazio ad una parte tecnica sui vitigni autoctoni organizzata dalla Regione Liguria, Centro di Agrometereologia Applicata, ed una parte dedicata ai vini organizzata dall’Enoteca Pubblica della Liguria e della Lunigiana e seguita da Paolo Massobrio, nome eccellente nel giornalismo enogastronomico, sommellier e critico che si occupa di educazione alimentare, scrive per i più importanti giornali quotidiani e del settore enogastronomico e vitivinicolo e ha collaborato ad importanti trasmissioni televisive come Melaverde e Linea Verde. Il Sindaco Nicola Isetta: “parlare dei rossi di Liguria, dedicarvi addirittura un convegno in due giornate può francamente anche apparire un’azzardo, o un’iniziativa destinata a scarsi risultati, infatti, il rosso in Liguria è considerato un vino di seconda fascia, confinato in un modesto 30% della produzione complessiva della Regione. Ovviamente,noi non la pensiamo così, pensiamo invece che nella terra del Vermentino e del Pigato, insomma nella “Liguria terra di bianchi”, parlare del rosso, ragionarne e migliorarne l’immagine ed il ruolo sia assolutamente utile e necessario. Infatti partendo dal presupposto che la forza dei vini liguri sia la loro unicità, la loro tipicità, e ci siamo coi bianchi, bisogna completare l’offerta legata al territorio, ai prodotti, alla ristorazione anche coi vini rossi, che tra l’altro, come ben si sà, sono tendenzialmente più graditi e conosciuti dei bianchi. Nel mentre assistiamo ad una grande effervescenza dei produttori nel campo dell’IGT, dove con vitigni noti Ciliegiolo, Granaccia e meno noti come, Pollera, Canaiolo, Massaretta,Kruvin etc, si realizzano prodotti di assoluto valore, che a nostro avviso possono degnamente fregiarsi del titolo di rosso ligure, senza essere troppo liguri o troppo internazionali e possono sposarsi, con assoluta dignità ed efficacia ,con i prodotti e la ristorazione del territorio”.

Redazione
6 Maggio 2008 alle 15:21
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