Continua inarrestabile la corsa dell’oro nero che anche oggi segna un nuovo record storico. Il prezzo del petrolio a New York ha infatti toccato i 122 dollari al barile. Un massimo che potrebbe avere ulteriori ripercussioni sul prezzo della benzina. ”Se la corsa del petrolio continuasse fino a 200 dollari al barile il prezzo della benzina potrebbe toccare i 2 euro. Scenario impossibile? No di certo se pensiamo che lo scorso anno il prezzo medio al barile era di 70 euro, oggi è di 120″. A paventare una delle ipotesi più allarmanti per la nostra economia è una nota dell’ufficio economico di Confesercenti.
Infatti, gli effetti sul sistema economico sarebbero devastanti: “I consumi di carburanti potrebbero calare dell’8-10% mentre per le famiglie si può ipotizzare in media un aggravio di circa 600-800 euro l’anno”. Non solo. “Con il petrolio a 200 dollari il barile il Pil italiano diminuirebbe dello 0,4% solo il primo anno, mentre l’impatto recessivo del più alto prezzo del petrolio comporterebbe una perdita di posti di lavoro che in quattro anni farebbe lievitare il tasso di disoccupazione di circa un punto. Peggiorerebbe anche la bilancia dei pagamenti, l’inflazione il primo anno registrerebbe un balzo di un punto; con la crescita inflazionistica scatterebbe una politica monetaria restrittiva con il conseguente aumento dei tassi di interesse e un impatto negativo su mutui e debito pubblico”.
Contro il rischio-collasso la Confesercenti chiede dunque che vi sia “una rapida e incisiva azione politica in grado di valorizzare le fonti alternative, incentivando la ricerca e nell’immediato facendo leva su adeguati tagli delle accise sui carburanti”.