Mai dire a qualcuno che è “insoddisfatto sessualmente”. Rinfacciare, infatti, questa frustrazione, dice la Cassazione, è un reato perseguibile penalmente per una duplica ragione: perchè è “lesivo” della reputazione dell’offeso e perchè provoca “dileggio” nei confronti della persona insoddisfatta. Applicando questo principio, la Quinta sezione penale ha convalidato la condanna per ingiuria continuata ad un 49enne fiorentino, Marco T., denunciato da un’amica, Barbara M., che in un paio di occasioni le aveva rinfacciato di avere frustrazioni sessuali.