Regione. Venerdì scorso la Giunta Regionale, occupandosi di riordino delle Comunità Montane, delle unioni di Comuni e dei piccoli Comuni ha approvato un nuovo disegno di legge approvato in materia.
Daniele Buschiazzo, vice presidente della Comunità Montana del Giovo, si dichiara soddisfatto per l’innovazione: “Mi sembra molto buona. L’impianto non è senz’altro da stravolgere. Diversi sono gli aspetti positivi. In primis, si dà una funzione chiara alle Comunità Montane, quella di organizzare e gestire dei servizi sovracomunali per i piccoli Comuni che oggi come oggi sono sempre più in difficoltà, sia per quel che riguarda le risorse umane, sia per quel che riguarda le risorse finanziarie.”
“Il fatto che i Comuni debbano scegliere se aderire o no alla Comunità Montana” prosegue Daniele Buschiazzo, “è altrettanto importante: implica che chi crede nelle Comunità Montane dia un apporto concreto e la Comunità sia più responsabilizzata nei confronti di chi l’ha scelta. E’ ottima anche la diminuzione dei consiglieri e dei membri di Giunta che renderà senz’altro più efficace l’azione di questi enti. Un altro risparmio riguarda i segretari generali che non potranno essere più anche direttori generali. Non ci sono più i grandi comuni che hanno esigenze diverse dai piccoli.”
Riguardo alle delimitazioni geografiche degli ambiti ottimali, Buschiazzo non entra nel merito, dal momento che i comuni possono scegliere se entrare nella Comunità Montana o se fare un’unione di Comuni. “L’unica cosa spiacevole” afferma il vice presidente della Comunità Montana del Giovo, “è che di fronte a questa importante e positiva innovazione si manifestino le prime levate di scudi, non tanto volte a migliorare l’impianto della legge, ma a far rilevare la supposta debolezza politica di aggregazioni composte solo da piccoli Comuni senza i grandi. Si tratta di gestire dei territori con dei problemi, non di fare della rappresentanza per loro. Inoltre, non posso pensare che una legge di questo tipo eriga dei muri invalicabili fra piccoli e grandi Comuni.”
“In alcuni casi” conclude Buschiazzo, “si può anche rilevare un vecchio schema della politica italiana, la difesa della poltrona. Mi auguro che ci sia la forza di portare avanti senza stravolgere una legge che può migliorare l’azione amministrativa all’interno dei territori dei piccoli Comuni dell’entroterra. Se così non fosse, sarebbe meglio non fare nulla e lasciare che al 28 di giugno, le norme della Finanziaria 2007 facciano il loro corso.”