Finale Ligure. Sabato 24 maggio, alle 16,30, presso il Centro Civico “Roberto Fontana” di Varigotti, sarà consegnata a Finale Ligure la targa di “Città Equosolidale”. Il conferimento del titolo è dovuto all’attenzione che il Comune ha nel promuovere lo sviluppo del commercio equo sul territorio. L’onorificenza sarà consegnata all’amministrazione comunale da Paolo Trucco, della campagna città equosolidali. Seguiranno un concerto dell’Orchestra Giovanile dell’Accademia musicale del Finale e assaggi di prodotti equosolidali. L’ingresso è libero.
Il Comune di Finale Ligure ha aderito al progetto “Città Equosolidali” promosso da Fairtrade Transfair Italia, dal Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace ed i diritti umani, dal Coordinamento nazionale Agenda 21 e dall’Assemblea generale italiana del commercio equo e solidale. Il Consiglio comunale ha votato una mozione secondo la quale il Comune si impegna ad introdurre prodotti equosolidali nelle mense scolastiche e in quelle del personale, nei servizi di catering ed in altri luoghi della ristorazione collettiva gestita dall’Ente; considerare all’interno dei bandi di gara relativi alle forniture alimentari e nei propri consumi l’inserimento di prodotti del commercio equo e solidale (ad esempio: utilizzo del caffè e di bevande equosolidali nei distributori automatici, di zucchero equo, eccetera); sensibilizzare il proprio personale e i cittadini valorizzando le organizzazioni di commercio equo e solidale operanti sul proprio territorio; sottoscrivere la quota di adesione alla campagna “Città equosolidali”che andrà a finanziare le varie attività della campagna stessa (segreteria, comunicazione e promozione) e i costi per l’elaborazione del materiale informativo che gli Enti locali potranno utilizzare nelle attività di sensibilizzazione sopra indicate.
“Il commercio equo e solidale è una forma di partnership commerciale basata sul dialogo, la trasparenza ed il rispetto, che cerca di garantire una maggiore equità nel commercio internazionale.” dice l’assessore Nicola Viassolo, “A livello locale l’adesione alla campagna è stata presa in collaborazione con l’Associazione Nuova Solidarietà-Bottega del Mondo, che da anni opera a Finale. Abbiamo iniziato a dar corso a questo progetto somministrando delle banane coltivate nell’ambito del commercio equo e solidale ai bambini e ai ragazzi che frequentano le mense scolastiche gestite dal Comune, ed abbiamo organizzato servizi di catering con prodotti equi e solidali in occasione di eventi e manifestazioni organizzati dall’Ente”.
Complessivamente beneficiano del commercio equo e solidale quasi un milione di famiglie di lavoratori in 45 diversi paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina. Si tratta di organizzazioni prevalentemente cooperativistiche, che si impegnano ad una gestione collettiva e democratica della loro struttura e ad impiegare parte dei ricavi in progetti di sviluppo sociale per le comunità e il territorio.
Spesso il margine di guadagno consente loro di rendere più agevoli le vie di comunicazione, di accedere all’acqua potabile e all’energia elettrica, di costruire scuole ed ambulatori medici. Nelle produzioni in cui non è possibile la gestione cooperativistica (come le arance, le banane o la lavorazione semi-industriale dei palloni), l’inserimento di aziende nel circuito del commercio equo e solidale è subordinato alla costituzione di un fondo per i lavoratori, del rispetto dei diritti sindacali, della corresponsione di un salario adeguato.