
[thumb:680:l]Regione. L’Italia e la Regione Liguria sono stati condannati dalla Corte di Giustizia della Ue per la legge regionale che nel 2006 consentiva la caccia agli storni in deroga alla normativa comunitaria. La corte, con la sentenza depositata il 15 maggio scorso, ha condannato l’Italia per inadempienza della direttiva CEE del 1979 sulla protezione degli uccelli selvatici, con pagamento delle spese.
Ne hanno dato notizia, con un comunicato, le associazioni ambientaliste Wwf, Italia Nostra e la Lega per l’abolizione della caccia. La causa era stata proposta il 13 dicembre 2006 dalla Commissione UE. In particolare la Corte ha stabilito che la Regione Liguria ha autorizzato la caccia agli storni senza rispettare le condizioni stabilite all’art. 9 della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979 sulla conservazione degli uccelli selvatici e di conseguenza “la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza di quest’ultima”.
Secondo le associazioni ambientaliste, il “pretesto” addotto dalla Regione per autorizzare la caccia agli storni (tutelare la produzione di olive, di cui gli uccelli sono ghiotti) è “fasullo e immotivato”. “Le condanne e le censure collezionate dalla Regione Liguria (tra TAR, Corte Costituzionale, Corte di Giustizia UE) negli ultimi 10 anni in materia di caccia in deroga a specie protette ormai non si contano più”, dichiarano Guglielmo Jansen e Augusto Atturo, rappresentanti delle associazioni ambientaliste presso la commissione faunistico-venatoria della Regione Liguria.