Albenga. Appare lontana da una soluzione positiva la situazione dello stabilimento chimico Testa di Leca, i cui lavoratori si trovano in cassa integrazione fino a fine giugno, a seguito della riduzione progressiva dell’attività dell’industria.
Ieri pomeriggio si è tenuta l’assemblea sindacale dei lavoratori, per discutere l’accordo raggiunto con le sorelle Angela ed Elisa Massone, attuali proprietarie della fabbrica. I rappresentanti sindacali hanno ufficializzato ai lavoratori la prosecuzione della cassa integrazione ordinaria per due mesi fino ad inizio luglio. Le prospettive per la fabbrica di via al Piemonte continuano ad essere negative e tra i dipendenti dell’industria regna il pessimismo. A pesare sul futuro dell’azienda è soprattutto la mancanza di novità sul fronte societario. I sindacati avevano chiesto alle sorelle Massone, proprietarie dell’impresa farmaceutica, di cercare nuovi soci per consentire l’ingresso nella società dei capitali e delle professionalità necessarie al suo rilancio. L’istanza non ha però sortito gli effetti sperati dai lavoratori.
Al silenzio sul fronte aziendale si aggiunge l’assenza di incontri tra la dirigenza della Testa e le amministrazioni pubbliche. Le maestranze sono al lavoro per organizzare una riunione tra i vertici industriali e gli enti locali, per capire se un eventuale spostamento della fabbrica possa aiutare l’azienda. L’ipotesi di trasferire i capannoni è stata avanzata dalla giunta albenganese, ma la proposta è finora caduta nel vuoto.