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Savona, Museo diocesano: sancita la fine dei lavori

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Savona. In contemporanea con l’ingresso in diocesi di monsignor Vittorio Lupi è stata ufficialmente sancita la fine dei lavori per la ristrutturazione del Chiostro dei Conversi e di alcuni ambienti attigui che saranno sede del costituendo Museo diocesano. I lavori diretti dall’architetto Giuseppe Martinengo sono stati finanziati dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Genova e Imperia e dalla Fondazione Agostino De Mari di Savona che, grazie al loro intervento, hanno contribuito a fornire un impulso decisivo al cantiere.
“L’intervento – spiega il dottor Paolo Pacini dell’Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici – è stato molto complesso perchè l’immobile nel tempo, aveva subito numerose modifiche che non permettevano la lettura del chiostro francescano. E’ noto infatti, che sull’area oggi occupata dalla Cattedrale e dal Palazzo Vescovile sorgeva il convento francescano costituito dalla chiesa, dal convento, dai due chiostri e dalla Cappella sistina. Avviati i lavori di demolizione delle aggiunte posteriori, si è proceduto con le analisi delle murature e con le indagini archeologiche. Grazie a ciò è stato possibile riscoprire e restaurare una sala affrescata con decorazioni a grottesche raffigurati fauni, sirene con la doppia coda e graziose loggette databili tra XV e XVI secolo”.
Il chiostro dei Conversi resecato sul lato verso l’attuale piazza Vescovato in favore del grande scalone di accesso al palazzo vescovile nel XVIII secolo è stato completamente recuperato, con le chiavi di volta in ardesia che riproducono lo stemma roveresco, i semplici capitelli ed il pavimento in cotto. Le sue arcate, chiuse da grandi vetrate, ospiteranno le opere provenienti dalle parrocchie, che restaurate, attraverso l’aiuto di imprenditori locali e delle fondazioni, sarà possibile ammirare per periodi limitati ma significativi in modo da gratificare il loro aiuto. In tale modo il museo potrà essere un valido “strumento” al servizio degli enti ecclesiastici che necessitano di aiuto per tutelare, valorizzare e salvaguardare il proprio patrimonio storico e di fede attraverso l’arte.
Tra queste figureranno anche tesori noti come l’ostensorio di Sisto IV, la croce Gara del XIII secolo e la tavola dello sposalizio mistico di santa Caterina di Tuccio d’Andria, opere recentemente restaurate e ancora non viste dal pubblico nella loro nuova e splendente veste. L’accesso al Museo e alla Curia sarà sempre in piazza Vescovato attraversando l’arcata sul lato destro del Palazzo vescovile che consente l’accesso al chiostro dei Conversi. Grazie ai lavori è stato possibile individuare, restaurare e rendere nuovamente funzionale il pozzo oggi inglobato nelle strutture dell’episcopio che sarà visibile salendo agli uffici di Curia attraverso il nuovo accesso. “Il visitatore, entrando dalla piazza, avrà una grande sorpresa con la visuale delle arcate del chiostro che racchiudono le opere d’arte ed al centro l’aiuola con l’albero di arance e una piccola fontana a zampillo che attinge l’acqua direttamente dal pozzo. I collegamenti realizzati consentono inoltre di `allargare’ la visita direttamente al Chiostro della Sistina, alla sua Cappella ed alla Cattedrale con il meraviglioso coro ligneo intarsiato. L’archivio storico diocesano, ampliato e dotato di moderne attrezzature di conservazione, la biblioteca ricca di preziosi ed antichi volumi completano un complesso che racchiude intorno a se ed al suo vescovo tutta la chiesa di Savona-Noli. Quando si concluderanno i lavori negli appartamenti del palazzo anche il museo potrà cominciare a vivere”, aggiunge Pacini.
Dopo i collaudi alle attrezzature ed ai sistemi di controllo e sicurezza si potranno cominciare a collocare le statue, le tele, i tessuti e gli argenti ed ad operare in sinergia con gli enti ecclesiastici per il recupero del patrimonio. “Anche la Conferenza episcopale italiana attraverso l’otto per mille della chiesa, già impegnata da tempo nel finanziare ogni anno una parte del Museo, è pronta a confermare il suo aiuto, al fine di attivare le fasi di messa a regime del servizio che la nuova struttura offrirà sulla base del progetto illustrato. Savona avrà dunque a breve non solo un museo da vivere ogni giorno ma un luogo dove `curare la fede attraverso il recupero e la tutela delle opere d’arte sacra lasciate dai nostri padri”, conclude Paolo Pacini.

Redazione
7 Aprile 2008 alle 15:54
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