
[thumb:94:l]Savona. Valentina Grignola, studentessa universitaria di Albissola, è stata stroncata a 19 anni da un’emorragia cerebrale causata da un aneurisma. La ragazza, che frequentava il primo anno di economia aziendale al Campus di Legino, si era rivolta all’ospedale San Paolo di Savona per i ripetuti e violenti mal di testa di cui aveva cominciato a soffrire sempre con maggior frequenza, ma nessuno era stato in grado di diagnosticare correttamente la sua patologia. Poi la morte improvvisa. Era il mese di novembre del 2005.
Per il tragico episodio sono stati rinviati a giudizio due neurologi, Marcello M. e Alessandra F., chiamati a rispondere di omicidio colposo, ma nel mirino dell’inchiesta è ora anche un terzo medico: la dottoressa che per prima visitò Valentina, diagnosticandole una cefalea e omettendo di procedere ad esami più approfonditi. Ci potrebbe poi essere anche un quarto indiziato, un medico generico del pronto soccorso, la cui posizione è al vaglio della magistratura. Si attendono le decisioni della Procura nei confronti dei due professionisti.
Secondo quanto è stato confermato durante l’udienza di incidente probatorio tenutasi ieri, i sanitari che avevano visitato la giovane studentessa avrebbero dovuto disporre una Tac per individuare la causa che negli ultimi mesi di vita le aveva provocato gli attacchi di mal di testa. Se i medici avessero eseguito esami supplementari e avessero agito in tempo, Valentina con buone probabilità si sarebbe potuta salvare. Il processo è stato aggiornato al primo luglio.