
[thumb:4885:l]Provincia. Un bilancio positivo quello presentato ieri nella Sala Giunta di Palazzo Nervi per la prima fase di “Un tesoro di monumento”, il progetto avviato lo scorso anno dalla Provincia di Savona in accordo con l’Università degli Studi di Genova (Dipartimento Polis della Facoltà di Architettura), con la collaborazione della Camera di Commercio di Savona e il supporto delle Fondazioni “A. De Mari”, Cassa di Risparmio di Savona e “Marino Bagnasco” e che ha coinvolto 53 dei 67 comuni della provincia.
In stretta collaborazione con il Dipartimento Polis della Facoltà di Architettura di Genova è stato completato nei mesi scorsi con i comuni interessati un piano di rilievi dei monumenti da recuperare così da poter contare su una panoramica aggiornata delle molte emergenze artistico-architettoniche presenti un po’ su tutto il territorio della provincia e poterne poi avviare, attraverso il coinvolgimento di finanziatori privati, un percorso di restauro e riqualificazione. A corollario della ricerca, è stata realizzata una pubblicazione, attualmente in corso di stampa, dal titolo “Un tesoro di monumento. Emergenze storicoartistiche della provincia di Savona”, che riporta i risultati del lavoro svolto e che sarà presentata il 9-10 maggio prossimi ad Albenga durante il convegno internazionale sul tema “Recupero delle emergenze storico artistiche e marketing territoriale” al quale parteciperanno, oltre che professionisti locali, studiosi e esperti di provenienza nazionale e internazionale.
Come è stato sottolineato ieri in più interventi, uno degli elementi di maggiore novità è stato proprio il riuscire a ragionare in termini complessivi e in modo sistematico sui beni artistico-architettonici presenti sul territorio, un approccio non usuale se si pensa all’attitudine molto italiana di considerare il particolare, il singolo monumento e su quello intervenire. Tra gli obiettivi principali del progetto, la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e la promozione, attraverso i monumenti storici, dei Comuni della provincia e del suo entroterra, sotto il profilo culturale e turistico. A questo scopo, utilizzando come spunto le architetture segnalate per il restauro dai diversi Comuni della provincia, sono stati realizzati “10 itinerari storico-culturali da percorrersi in auto, moto o bicicletta attraverso cui poter ammirare non solo le bellezze naturali della zona presa in esame, ma anche le vestigia di chiese, torri, palazzi, ponti ecc.” (ogni itinerario comprende una carta d’inquadramento geografico, la descrizione del percorso, una mappa in cui sono segnalati i punti di interesse storici e ambientali e alcune foto dei paesi interessati. Le brochure dei percorsi saranno disponibili a partire da maggio e verranno distribuiti presso tutti i punti di informazione turistica del savonese, presso alberghi, luoghi di vacanza ecc.).
Coinvolte nei mesi scorsi anche le scuole, “invitate a partecipare mediante l”adozione’ di una delle opere e a preparare un programma di studio e approfondimento su di essa”; gli studenti presenteranno il 9 maggio ad Albenga al cinema Ambra, in concomitanza con il convegno internazionale, i loro lavori.
Con il progetto “Un tesoro di monumento”, si è trattato, insomma, “di dare l’opportunità ai più giovani, attraverso i monumenti, di riappropriarsi della memoria del proprio passato ma allo stesso tempo di valorizzare il nostro territorio puntando su un turismo consapevole e di qualità”, ha spiegato l’assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Carla Siri. In una provincia la cui economia si regge per “oltre il 50% sul turismo”, ha aggiunto il vicepresidente della Camera di Commercio di Savona Silvio Accinelli, puntare sulla valorizzazione del patrimonio storico culturale significa riuscire a superare l’impasse del semplice binomio “sole e mare”, andando incontro a quelle esigenze di “cambiamento necessario” e “di destagionalizzazione” sulle quali appunto da tempo molto insiste l’ente camerale, mirando con più concretezza su un’offerta turistica di qualità fruibile durante tutto l’arco dell’anno. “Noi dovremmo puntare parecchio di più su questa qualità e su queste enormi potenzialità che abbiamo”, ha concordato su questo anche il sindaco di Albenga Antonello Tabbò che, in clima post-elettorale, si è augurato che il nuovo governo nazionale non trascuri tali potenzialità: “Ci crediamo in un progetto culturale che coinvolga il paese? Siamo coscienti veramente che questa Italia deve puntare più che sulla quantità, anche in particolare per quanto riguarda la Liguria, sulla qualità che può portare turisti, può portare studiosi, può dare molto all’Europa e non solo all’Europa? Se ci crediamo, puntiamoci davvero; sarà un piccolo segnale che può partire dalla Provincia di Savona ma credo che sia un segnale importante. Per quanto ci riguarda – ha concluso Tabbò -, come Albenga siamo disponibili a tutti i livelli, compatibilmente ovviamente a quelle che sono le disponibilità economiche; ma come impegno culturale e voglia di fare, contate davvero su Albenga perché siamo convinti, come voi, che questa è la strada giusta”.
Concluse le principali tappe di questa prima fase del progetto “Un tesoro di monumento”, seguirà, in un secondo momento, “la promozione di iniziative pubblico/private finalizzate a riqualificare le tradizioni e il costume tipico locale, attraverso la ricerca di investimenti con cui realizzare le attività di restauro e ripristino”. Fondamentale sarà quindi l’apporto delle Fondazioni, aspetto che sarà approfondito anche durante il convegno che si terrà ad Albenga, e dei soggetti privati. Su questo aspetto essenziale, il Presidente della Fondazione “Marino Bagnasco” di Savona e dell’Ente Scuola Edile Maurizio Bagnasco ha espresso chiaramente il suo punto di vista: “Penso che sia un’occasione importante questa idea di poter ‘adottare’ uno di questi monumenti; abbinare il nome della propria azienda a uno di questi monumenti e alla sua ristrutturazione credo che sia un’opportunità molto interessante. Come imprenditore – ha proseguito Bagnasco – io ritengo personalmente che sia un po’ un dovere per noi avere un occhio di riguardo per il nostro territorio e quindi investire delle risorse in attività simili a questa. Diciamo che poi ciascuno di noi ha delle preferenze, può avere delle specificità ma i settori fondamentali sono lo sport, il sociale e le attività culturali come in questo caso. Devo dire che questa iniziativa ‘Un tesoro di monumento’ che nasce anche con lo scopo di trovare delle sponsorizzazioni per far sì che singole aziende o gruppi di aziende possano farsi carico, in toto o in parte, della ristrutturazione di una di queste emergenze storiche – ha concluso -, credo che sia un momento importante e significativo proprio per far vedere che ciascuno di noi, in base anche alle proprie possibilità, può incidere sul patrimonio straordinario che abbiamo in questa nazione e in particolare, in questo caso, nella nostra provincia”.
Ecco qui di seguito l’elenco dei 58 “emergenze artistico-architettoniche” incluse nel progetto “Un tesoro di monumento”, accompagnato da una prima analisi delle scelte operate dai Comuni fatta dal professore Giancarlo Pinto del Dipartimento Polis, Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Genova: Alassio, Chiesa Anglicana; Alassio Torre di Adelasia; Albenga, Palazzo Peloso Cepolla (Attuale Museo del Mare); Albissola Marina, Antica Fornace per la ceramica; Albissola Superiore, Villa Gavotti; Altare, Palazzo Bordoni; Andora, Ex città di Milano; Arnasco, Centro dell’Ulivo; Bardineto, Chiesa della Confraternita; Bergeggi, Torre romana; Boissano, Chiesa di S.Paolo; Borghetto S.S., Torre Rossa; Borgio Verezzi, ex casa comunale a Verezzi; Cairo Montenotte, Porta Soprana; Calice Ligure, Casa del Console; Calizzano, Chiesa Madonna del Rosario; Casanova Lerrone, Chiesa S. Sebastiano; Castelbianco, Oratorio S. Caterina; Celle Ligure, Palazzo Ferri (Palazzo Comunale); Cengio, Portale del castello ; Ceriale, Fonte Anthia; Cosseria, Castello di Cosseria; Dego, Chiesa di San Giovanni – Palazzo Ricci; Finale Ligure, Palazzo Ricci (ex Palazzo Comunale Finalborgo); Garlenda, Castello Marchesi Costa del Carretto – Chiesa Natività di Maria; Giusvalla, Ex oratorio; Loano, Torre Pentagonale – Ponte Romano; Magliolo, Ex scuola comunale; Mallare, Casa Comunale; Massimino, Cappella del Viandante; Millesimo, Villa Scarzella o del Carretto; Murialdo, Chiesa Santa Maria Maddalena; Nasino, Ponte Romano; Noli, Ponte medievale; Onzo, Chiesa Madonna delle Grazie; Orco Feglino, Cappella della Concezione; Ortovero, Chiesa di Santo Stefano; Pietra Ligure, Castello; Quiliano, Villa Maria; Roccavignale, Chiesa di San Martino; Savona, Villa Gavotti a Legino; Sassello, Chiesa, Immacolata Concezione; Spotorno, Castello Episcopale; Stella, Edicola votiva di S. Martino; Toirano, Palazzo Del Marchese; Tovo S. Giacomo, Bottega Bergallo ;Vado Ligure, Asilo Infantile “C. Queirolo” – Chiesa S. Ermete; Varazze, Museo dell’Alpicella; Vendone, Area circostante Torre medievale; Vezzi Portio, Chiesa di San Filippo Neri; Villanova d’Albenga, Torre Rotonda delle mura; Zuccarello, Piccolo Teatro.
“Dall’esame del patrimonio emerso da questa ricerca con la quale si è voluto coinvolgere tutti i comuni della provincia di Savona – spiega il professor Pinto -, si evidenzia che nella nostra Liguria esistono molte tipologie di edifici che sono degni di essere conosciuti perché segnano in maniera importante la storia del nostro territorio. Il mio sogno era poter coinvolgere in questo progetto tutti e 69 i Comuni della provincia di Savona ma varie vicissitudini hanno impedito il raggiungimento di quest’obiettivo che, spero, sarà realizzato nella seconda fase che ci apprestiamo a iniziare. Già però sulla base di 53 comuni su 69 si possono analizzare queste tipologie e fare un bilancio.
Ciò che ha sempre caratterizzato un aggregato urbano è la chiesa che è logicamente sentito come l’edificio più rappresentativo della comunità e quindi quello segnalato da ben 23 Comuni. Tuttavia alcune di queste chiese sono purtroppo abbandonate e l’auspicio è poter recuperare questi spazi e riappropriarsene modificandone la destinazione d’uso, convertendoli in spazi aggregativi o destinandoli a finalità ludiche per goderli nei momenti di riposo.
Ben 12 Comuni hanno scelto un palazzo che per discendenza o per casata ha condizionato la vita e la prosperità del Comune stesso, oggi diventato centro amministrativo e culturale della comunità, oppure è ancora di proprietà dell’antica famiglia nobiliare del luogo ed è motivo di vanto per le decorazioni preziose che ne ricordano la potenza economica e politica. Non mancano le torri di vigilanza, emblema di protezione storica da invasioni, poste a guardia del territorio. Tra le 7 citate se ne trovano di varie tipologie: rotonde, quadrate ed anche pentagonali. 5 le ville di proprietà o acquisite dai rispettivi Comuni come donazione dell’originale proprietario e oggi centri di cultura che sono state segnalate.
Dei 3 castelli, ormai due sono solo ruderi che conservano ancora una posizione logistica invidiabile ma che sono stati segnati dal tempo e dalle battaglie che li hanno fortemente compromessi nella loro funzione originaria. I 3 ponti segnalati, uno medievale e due romani sono stati probabilmente dei nodi importanti nello sviluppo della rete viaria che copre l’area circostante.
Emergono poi delle tipicità legate al territorio, come l’officina Bergallo di Tovo San Giacomo, dove si costruivano e si regolavano orologi da campanile esportati in tutta Europa. Altro esempio è l’antica fornace di Albissola Marina che permetteva di cuocere gli oggetti di ceramica, notissima e apprezzata in tutto mondo.
L’attività della produzione dell’olio è un’altra caratteristica del comprensorio; il Centro dell’Ulivo di Arnasco raccoglie la storia e gli utensili che sono serviti e ancor oggi, sebbene rinnovati, servono per una produzione di altissima qualità di cui il gran merito va alla posizione e alla qualità del territorio di produzione. Come punto di aggregazione è stata anche segnalata la presenza, a Zuccarello, di una costruzione che oggi è un teatro ma che ha cambiato destinazione d’uso passando da oratorio a chiesa e infine all’attuale utilizzo per rappresentazioni teatrali. La storia antica è rappresentata da un’antichissima fonte: la fonte “Anthia” di Ceriale, dalla quale sgorgava acqua che riforniva la popolazione e veniva anche usata per l’agricoltura”. “L’indagine – conclude nella sua breve relazione illustrativa il professor Giancarlo Pinto – può ancora ampliarsi e confido che con il Convegno che si terrà ad Albenga e il libro che raccoglie le emergenze storiche rilevate, si potranno conoscere altre emergenze presenti sul territorio che potranno essere ulteriormente documentate”.